Si fanno sempre più minacciose le prospettive di una nuova escalation in Medio Oriente, con la ripresa delle ostilità tra Washington e Teheran che resta una possibilità concreta. A riferirlo è la CNN, in un’inchiesta ripresa dal The Jerusalem Post, secondo cui le forze statunitensi dispiegate in Medio Oriente sarebbero pronte a lanciare nuove operazioni militari, potenzialmente su vasta scala, contro l’Iran entro 96 ore da un eventuale ordine del presidente Donald Trump.
A sostegno della ricostruzione, l’emittente televisiva americana cita le dichiarazioni di due funzionari statunitensi che hanno chiesto di restare anonimi. Le fonti hanno sottolineato che il presidente degli Stati Uniti non ha ancora preso una decisione definitiva su un’eventuale operazione militare dopo le elezioni di metà mandato, ma che, a loro avviso, sembra sempre più orientato a valutare un intervento di vasta portata.
Le stesse fonti hanno tuttavia avvertito che, in passato, Trump si è mostrato incline a minacciare blitz e raid, salvo poi fare marcia indietro all’ultimo momento. Ma non è tutto. Sempre secondo la CNN, negli ultimi giorni il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe insistito più volte con Trump per convincerlo ad autorizzare nuovi attacchi contro l’Iran. Il presidente americano, tuttavia, non avrebbe dato il via libera a un’operazione congiunta prima delle elezioni israeliane del 27 ottobre.
Iran, scoop della CNN: “Gli Usa sono pronti ad attaccare Teheran entro 96 ore dall’eventuale ordine di Trump”
A riferirlo all’emittente sono gli stessi funzionari statunitensi e una fonte della sicurezza israeliana, secondo cui “Netanyahu voleva davvero convincere Trump a un attacco congiunto contro l’Iran prima delle elezioni, ma Trump non ha dato il via libera”. L’ufficio del premier israeliano ha, però, respinto la ricostruzione, definendola “fake news”.
Sul punto la novità diffusa dalla CNN è che una delle ragioni per cui Trump avrebbe rifiutato di autorizzare un attacco immediato sarebbe stata una valutazione del capo di Stato maggiore delle forze armate israeliane, Eyal Zamir. Quest’ultimo avrebbe detto al generale statunitense Dan Caine, presidente del Joint Chiefs of Staff, che un’operazione congiunta contro l’Iran avrebbe danneggiato le elezioni israeliane, rischiando di provocarne il rinvio.