Non c’era nessuna bomba, ma a Giorgia Meloni è bastato per cavalcare l’allarme mediatico. Ieri a Verona, tra gli stand di Fieracavalli, la premier ha preso i falsi ordigni sugli aerei, gli hacker che hanno colpito i supermercati e l’attacco al plasma in Francia e li ha messi nello stesso discorso. Con un’unica conclusione: chi critica le spese militari (che secondo l’Osservatorio Milex toccheranno l’anno prossimo la cifra record di 40 miliardi) del governo, dice “una stupidaggine”.
Sotto attacco le infrastrutture civili
Il ragionamento parte da un’ammissione. “Non siamo in grado oggi di dire se l’attacco al plasma in Francia piuttosto che i finti allarmi bomba sugli aerei o l’aggressione ai generi alimentari siano tutti collegati”. Però, aggiunge subito, “ci dicono tutti la stessa cosa”: sotto attacco ci sono “le infrastrutture civili”.
E qui scatta la lezione. “Quando parliamo di spese di difesa e di sicurezza in un tempo come questo non stiamo parlando semplicemente di armi, ma stiamo parlando di mettere in sicurezza la quotidianità dei cittadini”. L’esempio sono gli hacker che hanno tentato di alterare la temperatura dei frigoriferi del sangue per le trasfusioni: “Quel sangue è stato messo in sicurezza da un sistema che costa. Quando si paga per comprare quel sistema è spesa di difesa o spesa sanitaria?”.
Quindi chi sostiene che i soldi per la difesa vengono tolti a sanità e ospedali “sta dicendo una stupidaggine”. Infine la chiusa, che è la più classica delle excusatio non petita: “Non sono così cinica da fare campagna elettorale sulla sicurezza e sulla vita delle persone”. Detto da chi, con i responsabili ancora senza nome, ha appena usato quegli allarmi per difendere il bilancio della Difesa…
Un altro giorno di caos
I fatti, intanto, raccontano due giorni di caos nei cieli. Se giovedì erano stati 18 i voli sull’Europa che avevano ricevuto minacce (sei collegati all’Italia), ieri i voli colpiti sono stati quasi una ventina. Per quanto riguarda il nostro Paese, un Wizz Air Praga-Fiumicino è stato deviato su Venezia dopo una telefonata anonima: sbarcati 190 passeggeri e otto membri dell’equipaggio, controlli negativi, spazio aereo chiuso fino alle 12.20. Nessun esplosivo nemmeno sul Ryanair partito da Roma e atterrato a Lisbona.
A Praga le minacce hanno riguardato almeno otto voli, mentre in Francia quattro aerei in volo sul Paese. In Ungheria la Nato ha fatto decollare tre volte i caccia per scortare un Bruxelles-Sofia e due voli da Praga per Cipro e Bucarest.
In Irlanda presi di mira i media
Poi c’è stata l’Irlanda. Qui le minacce sono arrivate via mail ai media, con le redazioni di Rté, Irish Independent, Newstalk, Today Fm e Virgin Media che sono state evacuate. Il premier Micheál Martin ha parlato di una probabile “azione coordinata”. Dublino alza l’allerta in vista del Consiglio Ue della prossima settimana, che si terrà proprio in Irlanda. La Commissione ha attivato uno scambio di informazioni tra Stati: “Qualsiasi minaccia contro i civili è assolutamente inaccettabile”.
E le rivendicazioni? Il Financial Times ha svelato una mail inviata a diverse testate (18 secondo un dirigente di Rté) a firma di “uno dei leader del gruppo responsabile” che conterrebbe chiare minacce. “Questo è solo l’inizio. Molto presto faremo saltare in aria i vostri aerei, le navi da crociera, le stazioni della metropolitana e i treni”, si legge nel testo.
Il nome evocato nelle mail italiane (sulle quali indaga contro ignoti anche la Procura di Busto Arsizio per procurato allarme) “Stato Maschile”, appartiene a un movimento russo misogino e razzista, bandito da Mosca come estremista nel 2021.
Contattato dal servizio russo della Bbc, un account Telegram legato al fondatore Vladislav Pozdnyakov ha negato tutto: “Quale Stato Maschile? Dove l’avete visto? Non esiste più da molti anni”.
Dal canto suo, il Cremlino, con Dmitry Peskov, aveva già respinto le accuse sugli attacchi ai supermercati come “affermazioni assurde”, “senza prove”.