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“Drawing Prada” e le gerarchie della creatività contro l’intelligenza artificiale

Prada non veste solo il Diavolo ma ti confeziona anche la vendetta, a mano e su misura.

“Drawing Prada” e le gerarchie della creatività contro l’intelligenza artificiale

C’è qualcosa di paradossale in “Vogue”: il periodico di moda per eccellenza a settembre ha organizzato a Milano il quinto “Vogue World”, evento incentrato sulla priorità della creatività sull’intelligenza artificiale, ma cosa centra il titolo “Where The Future Is Made By Hand” con una sfilata in parte di androidi e umanoidi dai movimenti bizzarri, davanti a un pubblico intontito dall’opulenza e distratto dalla festa?

La rivista che ha pubblicato “i più grandi artisti del secolo (perché) quello che hanno creato è stato più creativo dell’arte stessa”(citazione da “Il Diavolo veste Prada”, ndr) è inciampata nelle sue migliori intenzioni e il disgusto sulla faccia di Miuccia Prada, casualmente ripresa proprio in quel momento di trionfo automatizzato, ha fatto il giro del mondo.

Inizialmente non osservata, lontana da ogni protagonismo mentre era seduta accanto ad Alessandro Michele, designer di Valentino (un altro brand che fa dell’artigianato il suo imprinting artistico) pure lui sgomento, la regina dell’“Ugly Chic” è diventata virale per quel suo disprezzo manifesto, e il lancio di “Drawing Prada: Animated by Hand”, campagna natalizia della casa di moda milanese, oggi, pare una rivendicazione identitaria.

Perché dove tutto è falsificato, manipolato e standardizzato, dai selfie alle location, e l’algoritmo è una filosofia esistenzialista, Prada distrugge quel tutto e sceglie un partner come John Pomeroy, storico animatore Disney, per realizzare uno spot che è arte, sospeso in un mondo fiabesco, dove i protagonisti reali e gli animali disegnati a mano ricreano quella perfetta atmosfera natalizia, onirica e principesca, con uno stile di animazione tradizionale che oggi vediamo sempre meno nelle produzioni cinematografiche perché troppo costoso.

La scelta di scommettere sul disegno artistico rispetto alle immagini “AI generated” e sulla magia dei cartoni Disney, accostata alla meraviglia del mondo di Prada, fatto di ricami e cuciture sartoriali, ha lo scopo di aumentare il valore percepito di un capo: è una scelta di potere economico e culturale per indirizzare ancora più esplicitamente il compratore e che sta raccogliendo proseliti nella moda a partire da Christian Dior, che ha ricordato la nascita dell’iconico abito “Junon” del 1949 con un cortometraggio a tema natalizio, appena uscito.

Prada non veste solo il Diavolo ma ti confeziona anche la vendetta, a mano e su misura.