Revolut vale 115 miliardi: è davvero una banca? Cosa succede ai soldi sul conto e alla garanzia fino a 100mila euro

La fintech nata poco più di dieci anni fa vale ormai 115 miliardi di dollari e conta circa 80 milioni di clienti. Anche in Italia Revolut è sempre più utilizzata come vero conto corrente, con IBAN italiano e accredito dello stipendio. Ma è una banca? Chi protegge i soldi se qualcosa va storto? Perché la garanzia è lituana anche quando l’IBAN comincia per IT?

Revolut vale 115 miliardi: è davvero una banca? Cosa succede ai soldi sul conto e alla garanzia fino a 100mila euro

Per alcuni è la carta da usare in vacanza.

Per altri è l’app con cui dividere una cena o cambiare valuta. Per un numero crescente di persone, però, Revolut è diventata qualcosa di molto più tradizionale: il conto sul quale arriva lo stipendio e sul quale restano i risparmi.

Ed è proprio qui che nasce una domanda comprensibile: Revolut è davvero una banca come quelle che conosciamo da sempre?

La risposta è sì, ma con qualche precisazione importante.

La società ha appena raggiunto una valutazione privata di 115 miliardi di dollari, dopo essere cresciuta fino a circa 80 milioni di clienti nel mondo. Nel 2025 ha registrato un utile ante imposte di circa 1,7 miliardi di sterline.

Numeri che fanno ormai apparire riduttiva la definizione di semplice “app finanziaria”.

Revolut è una banca anche in Italia?

Il conto corrente offerto ai clienti italiani fa capo a Revolut Bank UAB – Succursale italiana, iscritta nel registro delle banche della Banca d’Italia.

La società madre Revolut Bank UAB è un istituto di credito autorizzato in Lituania e sottoposto alla vigilanza della Banca di Lituania e della Banca centrale europea.

In altre parole, il denaro sul conto corrente non viene semplicemente “custodito da un’app”: è un deposito bancario.

Questo, però, non significa che tutti i prodotti che compaiono dentro l’app abbiano esattamente la stessa protezione.

Se Revolut fallisse, i miei soldi sarebbero protetti?

Per i depositi ammissibili, sì, fino a 100mila euro per ciascun cliente.

Revolut aderisce al sistema lituano di garanzia dei depositi, gestito dall’istituto pubblico Deposit and Investment Insurance. La cosa importante da capire è che il limite dei 100mila euro non vale per ogni singolo conto o deposito, ma per l’insieme delle somme che una persona detiene presso Revolut Bank UAB.

Facciamo un esempio. Se un cliente ha 70mila euro sul conto corrente e altri 20mila euro in un deposito bancario presso la stessa Revolut Bank UAB, il totale è di 90mila euro: l’intera somma rientra, quindi ,nella protezione prevista.

Se, invece, le somme complessive arrivassero, per esempio, a 120mila euro, la garanzia ordinaria coprirebbe fino a 100mila euro. I 20mila euro eccedenti resterebbero fuori dal limite standard di tutela.

Per i conti cointestati, invece, la copertura si applica separatamente a ciascun titolare. Un conto cointestato da 180mila euro tra due persone, attribuito in parti uguali, corrisponderebbe, quindi, a 90mila euro per ciascun depositante: entrambi resterebbero entro il limite individuale dei 100mila euro.

In sintesi, la regola da ricordare è semplice: 100mila euro per persona presso la stessa banca, non 100mila euro per ogni conto.

Perché la garanzia è lituana se ho un IBAN italiano?

Perché la succursale italiana fa capo alla banca Revolut Bank UAB.

Con la migrazione agli IBAN italiani, il cliente residente in Italia ottiene un conto con coordinate IT, più semplice da utilizzare per stipendio, addebiti e pagamenti nazionali. Ma la banca giuridicamente responsabile dei depositi rimane Revolut Bank UAB e la garanzia continua quindi a essere quella lituana.

È perfettamente compatibile con il sistema bancario europeo, ma è un dettaglio che vale la pena conoscere.

Con l’IBAN italiano cambia anche il Fisco

Sì. Dopo la migrazione alla succursale italiana, Revolut specifica che il cliente non deve più trattare il conto come un rapporto estero ai fini degli obblighi collegati al vecchio IBAN lituano.

Entra, invece, in gioco il normale bollo italiano sul conto corrente.

Se la giacenza media annua supera 5mila euro, l’imposta può arrivare fino a 34,20 euro l’anno e viene addebitata direttamente secondo le regole previste.

È uno di quei piccoli dettagli che segnano il passaggio da “carta da viaggio” a conto bancario utilizzato quotidianamente.

La garanzia da 100mila euro copre anche crypto e investimenti?

Qui bisogna fare molta attenzione.

La garanzia dei depositi riguarda depositi bancari ammissibili.

Non bisogna, quindi, prendere la frase “Revolut è garantita fino a 100mila euro” e applicarla automaticamente a qualsiasi prodotto presente nell’app.

Azioni, criptovalute, strumenti finanziari o altri servizi seguono regole e protezioni differenti. Prima di spostare denaro da un conto corrente verso un prodotto d’investimento bisogna controllare quale soggetto lo offre e quale regime di tutela si applica.

È una distinzione valida per Revolut come per qualsiasi altra banca che, dentro la stessa app, offra conto, investimenti e prodotti finanziari.

Una banca enorme, ma molto diversa da quelle tradizionali

La vera sfida di Revolut è proprio questa.

Nonostante gli 80 milioni di clienti, molti continuano a utilizzarla come conto secondario e il suo portafoglio prestiti resta relativamente piccolo rispetto a quello delle banche tradizionali.

Per crescere ancora, quindi, Revolut deve convincere sempre più clienti a fare un salto psicologico importante: non soltanto pagare una cena con l’app, ma affidarle stipendio, risparmi e vita finanziaria quotidiana.

Proprio quando una fintech diventa una banca da 115 miliardi, forse la domanda più interessante non è più se sia diventata abbastanza simile alle vecchie banche.

È quanto le vecchie banche dovranno diventare simili a lei.