Voli e ritardi, nel mondo mancano i controllori di volo: perché la carenza può pesare su aeroporti e passeggeri

Serviranno circa 71mila nuovi controllori del traffico aereo entro il 2034 e diversi Paesi stanno già cercando personale esperto all’estero. Formarne uno richiede anni e una torre di controllo con poco organico può ridurre la capacità di uno spazio aereo. L’Italia parte da una situazione molto migliore: nel 2025 ENAV ha registrato livelli di puntualità tra i migliori d’Europa.

Voli e ritardi, nel mondo mancano i controllori di volo: perché la carenza può pesare su aeroporti e passeggeri

Aereo pronto. Piloti a bordo. Bagagli caricati. Meteo perfetto eppure il volo rimane fermo.

Quando pensiamo a un ritardo immaginiamo un guasto, un temporale o la compagnia aerea che ha organizzato male la giornata. C’è, però, un’altra figura, praticamente invisibile al passeggero, senza la quale nessun aereo può muoversi in sicurezza: il controllore del traffico aereo e nel mondo cominciano a mancarne.

Secondo le previsioni della società di formazione aeronautica CAE, entro il 2034, saranno necessari circa 71mila nuovi controllori di volo.

La conseguenza è già visibile: alcuni Paesi stanno tentando di reclutare professionisti formati all’estero.

Cosa fa davvero un controllore di volo

Non si limita a guardare un radar.

I controllori separano gli aeromobili, organizzano decolli e atterraggi, gestiscono rotte e quote, coordinano il traffico quando cambia il meteo e intervengono nelle emergenze. E, soprattutto, devono farlo mentre migliaia di velivoli condividono contemporaneamente lo stesso cielo.

Quando il personale disponibile diminuisce, un centro di controllo può essere costretto a ridurre il numero di aerei gestibili in un determinato intervallo di tempo.

Il risultato può essere una restrizione alla capacità e la restrizione diventa attesa a terra.

Perché non basta assumere qualcuno domani

Perché questo è uno dei lavori nei quali non esistono scorciatoie.

Formazione, selezioni, simulazioni, abilitazioni e addestramento operativo possono richiedere anni.

Non basta sapere come funziona un aeroplano.

Servono capacità di concentrazione, comunicazione rapida, gestione dello stress e decisioni precise in situazioni nelle quali un errore può avere conseguenze enormi.

Proprio per questo un controllore già formato è diventato una risorsa contesa.

Canada, Australia e altri Paesi stanno reclutando professionisti stranieri, mentre governi e organizzazioni del settore avvertono che “rubarsi” personale a vicenda può semplicemente spostare la carenza da una parte all’altra del mondo.

Quindi arriveranno più ritardi?

Non automaticamente.

È importante non trasformare una carenza globale in un allarme generalizzato.

Un volo può arrivare tardi per moltissimi motivi: meteo, manutenzione, congestione aeroportuale, equipaggi, rotazioni precedenti, scioperi o problemi della compagnia.

In Europa la capacità e il personale del controllo del traffico aereo sono già una delle componenti dei ritardi di rete.

Eurocontrol attribuiva nel 2025 circa 1,3 minuti medi di ritardo per volo alle problematiche di capacità e staffing ATC a livello europeo.

Se il traffico cresce più velocemente degli organici, il problema può aggravarsi.

L’Italia, però, è un caso positivo

Ed è la parte che sorprende.

Nel 2025 ENAV ha gestito circa 2,4 milioni di voli nello spazio aereo italiano, un record, registrando contemporaneamente una performance di puntualità molto elevata.

La società indica un ritardo medio di appena 0,010 minuti per volo assistito, contro un obiettivo europeo di 0,14 minuti, definendosi il miglior service provider europeo per qualità del servizio nell’anno.

Anche i dati europei mostrano che l’Italia ha raggiunto il proprio target sulla capacità del traffico aereo nel 2025.

Quindi il problema globale non significa che domani Fiumicino o Malpensa resteranno bloccati perché “mancano i controllori”.

Significa che l’Europa deve evitare di arrivare impreparata, mentre il numero dei voli continua a crescere.

Un ritardo può cominciare a centinaia di chilometri dall’aeroporto

È un altro aspetto poco conosciuto.

Il problema non deve necessariamente trovarsi nell’aeroporto dal quale stiamo partendo.

Se uno spazio aereo attraversato dal nostro volo è congestionato, il Network Manager europeo può assegnare un orario di partenza differente per evitare che troppi aeromobili arrivino contemporaneamente nello stesso settore.

Il passeggero vede un aereo immobile al gate. Il collo di bottiglia può trovarsi molto lontano.

E se il mio volo viene ritardato, ho diritto a un rimborso?

Dipende dalla durata del ritardo e dalla sua causa.

Le tutele europee sui passeggeri distinguono tra assistenza, rimborso e compensazione economica, e le circostanze eccezionali possono escludere in alcuni casi l’indennizzo.

Inoltre il nuovo regolamento Ue sui diritti dei passeggeri è già entrato formalmente in vigore, ma sarà applicabile soltanto dal 23 ottobre 2027. La Notizia ha ricostruito nel dettaglio le nuove regole su ritardi, cancellazioni e riprotezione.

Il cielo è un’infrastruttura che non vediamo

Quando un’autostrada è congestionata ce ne accorgiamo immediatamente.

Quando il cielo raggiunge il limite della propria capacità, molto meno.

Vediamo soltanto il risultato sul tabellone: ritardo.

Dietro quella parola, però, possono esserci persone sedute davanti a radar che devono assicurarsi che ogni aereo abbia davanti a sé lo spazio necessario.

Mentre il traffico mondiale continua a crescere, trovare abbastanza persone in grado di svolgere quel lavoro diventerà importante quasi quanto costruire nuovi aeroporti.