Rc auto, il prezzo non scende. Secondo il rapporto sicurezza di Polizia Stradale e Carabinieri diminuiscono incidenti e morti sulle strade, ma non le tariffe assicurative

Anno nuovo e vecchie ingiustizie. Le tariffe Rc auto si mantengono stabili, in barba alle critiche, al dissenso popolare e ai millantati e mai resi effettevi provvedimenti per abbassarle. E in barba anche a una casistica che vede ridursi, nel 2014, il numero di sinistri e di morti sulle strade. Per risparmiare, restano validi i metodi ormai divenuti tradizionali, come porre le assicurazioni auto piรน convenienti a confronto, utilizzare auto con una cilindrata ridotta o rinunciare del tutto al possesso di unโ€™auto propria.

Il rapporto sicurezza di Polizia Stradale e Carabinieri evidenzia come il numero di incidenti per le vie del Belpaese si sia ridotto del 6%; sono stati 73.688 i sinistri registrati nellโ€™anno appena andato in archivio, contro i 78.359 del 2013. Cala anche il numero delle vittime, 64 persone in meno hanno perso la vita in un incidente stradale lโ€™anno scorso, pari a una riduzione del 3,6% dei decessi. Eppure, caso strano, le tariffe Rc auto si attestano sugli stessi valori dellโ€™anno scorso. Lo Sportello dei diritti grida allo scandalo, IVASS e Antitrust pronti ad aprire unโ€™istruttoria.

4.671 incidenti in meno non bastano a giustificare un abbassamento dei prezzi. Le logiche matematiche, la statistica e il calcolo dei rischi non contano, dunque, o meglio, contano quando cโ€™รจ da motivare un rincaro, ma non quando invece cโ€™รจ da restituire qualcosa a una cittadinanza che, affannosamente, si lecca le ferite inferte da un sistema in continua contrazione. Contano, in ogni contesto e periodo, le dinamiche inerenti al lucro, sempre valide e impossibili da scalfire.

โ€œStiamo parlando – rileva il presidente dello โ€œSportello dei Dirittiโ€ Giovanni D’Agata -, dellโ€™inesistenza di alcun segnale di riduzione delle tariffe RC Auto che, in un Paese normale con un cosรฌ netto calo dei rischi sulle strade cui segue unโ€™inevitabile diminuzione degli esborsi complessivi per sinistri, dovrebbe portare ad un analogo andamento per ciรฒ che concerne i premi assicurativiโ€.

Il fenomeno finisce inevitabilmente sotto lโ€™occhio degli istituti di vigilianza, con Ivass e Antitrust chiamati a indagare sulle ragioni che spingono il mercato assicurativo a disobbedire alle norme del libero mercato stabilite dallโ€™Unione Europea, che in Italia siamo sempre pronti a seguire, a parte quando stabilsce qualcosa di giusto e sacrosanto per i cittadini. Si attende e si spera nellโ€™apertura di unโ€™istruttoria che possa quantomeno fare chiarezza e illuminare i milioni di automobilisti italiani. La risoluzione del problema non la chiedamo neppure, suvvia, siamo realisti.