Uno sconto lungo 40 anni per le coop del Viminale. Dal 1977 la Cassa del personale occupa abusivamente i locali del ministero – Di seguito la replica della Cassa

Uno sconto lungo 40 anni per le coop del Viminale. Dal 1977 la Cassa del personale occupa abusivamente i locali del ministero

di Clemente Pistilli

Nellโ€™Italia dei mille abusi tutto sembra ormai possibile. Anche occupare per quasi venti anni, abusivamente appunto, dei locali allโ€™interno della stessa sede del Ministero dellโ€™Interno. E vederne passare altri 22 prima che venga emessa una sentenza con cui venga ordinato definitivamente di pagare quanto dovuto. Una storia particolare, che va dagli anni di piombo alla rottamazione della seconda Repubblica avviata da Matteo Renzi, quella che si sono trovati a dover scrivere i giudici della Corte di Cassazione.

STANZE SFUGGITE
La vicenda chiama in causa unโ€™espressione dello stesso Viminale, ovvero la Cassa mutua di assistenza e previdenza per il personale del Ministero dellโ€™Interno, con presidente onorario il titolare del dicastero e dunque attualmente il ministro Angelino Alfano. Si tratta di una coop che conta 9.197 soci e si occupa principalmente di garantire a questโ€™ultimi lโ€™accesso agevolato al credito. La struttura mutualistica ha sede nello stesso palazzo che ospita il Viminale, nella piazza omonima. E tra le centinaia di stanze di cui รจ composto lโ€™edificio, a lungo sarebbero sfuggite proprio quelle utilizzate dalla Cassa, che aveva anche fatto aprire allโ€™interno di quegli spazi un bar e una rivendita di tabacchi.

FINE CORSA
Per 19 anni la coop avrebbe cosรฌ goduto di parte del Viminale senza averne titolo. Il Ministero dellโ€™economia e finanze, nellโ€™ormai lontano 4 aprile 1994, fece perรฒ causa, chiedendo al Tribunale di Roma di condannare la Cassa a pagare le indennitร  per lโ€™occupazione senza titolo dei locali demaniali, per oltre mezzo miliardo di vecchie lire. La sentenza arrivรฒ dieci anni dopo e stabilรฌ che i canoni dovuti erano solo quelli successivi al 1992, tra lโ€™altro in maniera estremamente ridotta: il 10% del valore di mercato. Il Mef fece ricorso e la Corte dโ€™Appello di Roma, nel 2008, stabilรฌ che erano dovuti tutti gli affitti, senza alcuno sconto, dal 1977 al 1996. E inutile รจ stato il tentativo della Cassa di ribaltare in Cassazione la sentenza. Intanto, perรฒ, sono passati 40 anni.

 

Sulla vicenda ci ha scritto la vicepresidente della Cassa, dottoressa Micaela Petrilli, fornendo una serie di precisazioni. Pubblichiamo di seguito integralmente la nota ricevuta.

Roma, li 24 gennaio 2016ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  ย  Al Direttore Responsabile de
lanotiziagiornale.it
Gaetano Pedullร 

OGGETTO: Articolo a firma di Clemente Pistilli comparso su Lanotiziagiornale.it in data 22.1.2016 intitolatoโ€ Uno sconto lungo 40 anni per le coop. del Viminale. Dal 1977 la Cassa del Personale occupa abusivamente i locali del Ministeroโ€.

In qualitร  di Vice Presidente della Cassa Mutua di Assistenza e Previdenza per il Personale del Ministero dellโ€™Interno debbo far rilevare che le affermazioni contenute nellโ€™articolo in oggetto sono lesive dellโ€™immagine della societร , in quanto contengono dati errati e termini non esatti, che forse mirano a colpire avversari politici, che nulla hanno a che vedere con la societร  medesima.

La Cassa Mutua nacque nel 1956 come societร  di mutua assistenza, allo scopo di aiutare i dipendenti del Ministero dellโ€™Interno in difficoltร  a causa della guerra appena finita, ed aveva finalitร  sociali, culturali ed umanitarie.

Il 29 settembre 1993 si trasformรฒ in societร  cooperativa e da allora esercita le attivitร  finanziarie esclusivamente per fini mutualistici nellโ€™ambito sociale, nel rispetto del principio che i fondi raccolti sono impiegati unicamente per tali scopi, utilizzando cosรฌ ogni risorsa finanziaria della societร .

Per tali fini il pagamento del canone era previsto dalla legge 11/6/86 n .390, e dalla circolare ministeriale del Ministero delle Finanze n.291 del 26/11/1965, che stabilivano che i locali utilizzati in fabbricati dello Stato per lโ€™assistenza dei lavoratori da parte di soggetti aventi determinate caratteristiche, tra cui le societร  cooperative, erano assegnati in concessione con un canone agevolato corrispondente al decimo di quello determinato in base ai reali valori locativi.

La Cassa Mutua aveva giร  provveduto a versare per intero tale canone in data 27/4/1992 pari a ยฃ 72.454.492.

Per lโ€™esercizio della sua attivitร , i locali erano stati concessi per lโ€™uso ed assegnati alla Cassa Mutua con provvedimenti ministeriali, sempre inviati anche allโ€™Agenzia del Demanio, la quale avrebbe dovuto e potuto intraprendere ogni determinazione del caso per il pagamento del canone, rilasciando il titolo (la concessione) citato nel vostro articolo.

Eโ€™ chiaro, quindi, che il MEF non citรฒ la Cassa perchรฉ non voleva pagare i canoni, comโ€™รจ scritto nel vostro articolo, ma solo sul quantum dei canoni di locazione per lโ€™uso degli immobili suddetti, concessi in uso dal Ministero dellโ€™Interno.

Il Tribunale di Roma, con sentenza n.26859/04, depositata il 30/9/2004, accoglieva quanto sostenuto dalla Cassa Mutua e determinava che, nel caso di specie, era applicabile la circolare della Direzione Generale del Demanio sopracitata del 26/11/1965.

Rilevava altresรฌ che la Cassa Mutua aveva giร  provveduto a pagare quanto dovuto in ragione delle agevolazioni riconosciutegli dalla predetta circolare, rigettava le pretese del MEF, dichiarando che la Cassa Mutua era tenuta a pagare il 10% del canone di mercato, come stimato nel corso del giudizio a partire dal 1992.

La vostra affermazione รจ pertanto completamente errata.

La sentenza di primo grado veniva impugnata dal MEF con atto di citazione in appello notificato il 14/11/2005, in ragione del fatto che, a dire dellโ€™Avvocatura dello Stato, nel caso concreto la circolare non potesse trovare applicazione per difetto del requisito oggettivo, ossia dellโ€™adozione di un formale atto amministrativo, che concedesse alla Cassa il godimento dei locali in questione.

Accogliendo lโ€™appello proposto dal MEF, la prima sezione della Corte dโ€™Appello di Roma (con sentenza n.2527/08 resa inter partes in data 19/5/2008 e depositata il 16/6/2008) ha condannato la Cassa Mutua a pagare al MEF lโ€™intera somma calcolata e ciรฒ perchรฉ, pur accertando il possesso da parte della Cassa Mutua dei requisiti soggettivi per accedere alle agevolazioni di cui alla citata circolare โ€œmancava del tutto un provvedimento di concessione del Ministero, che consentisse lโ€™uso da parte della Cassa Mutuaโ€.

Avverso la sentenza, in data 2/9/2009 la Cassa Mutua proponeva ricorso per Cassazione ai sensi dellโ€™art.360, primo comma, n.3 c.p.c. e finora non ci รจ stata notificata alcuna sentenza, per cui ci risulta strana quantomeno lโ€™affermazione โ€œinutile รจ stato il tentativo della Cassa di ribaltare in Cassazione la sentenzaโ€.

Ci piacerebbe conoscere la fonte delle vostre notizie, visto che le avete prima dei nostri legali!

Questo per correttezza di informazione. Inoltre, sempre per chiarezza, faccio presente che la societร  cooperativa Cassa Mutua รจ amministrata da un Consiglio di Amministrazione di sedici soci eletti ogni tre anni (in seno al quale vengono nominati il Presidente ed il Vice Presidente) e di un componente di nomina del Ministro, oltre che da un Collegio di tre Revisori dei Conti effettivi e due supplenti.

La Presidenza della Cassa al Ministro dellโ€™Interno รจ meramente onoraria, perchรฉ la Cassa ha un suo Presidente nonchรฉ legale rappresentante che รจ il dr. Giuseppe Filippone.

Lโ€™attuale compagine societaria degli amministratori ha โ€œereditatoโ€ la lunga vertenza da altri ed ha cercato di chiudere tutte le possibili pendenze, come il codice civile richiede ai buoni amministratori, visto che in bilancio esiste un apposito accantonamento per il pagamento dei predetti ย canoni, ma ovviamente ha cercato di poter sistemare il tutto nel miglior modo possibile, nel rispetto della legge e nellโ€™interesse dei soci rappresentati.

Comprendete bene che essere messi in prima pagina come coloro che occupano abusivamente i locali con tutto quel che ne consegue รจ lesivo del buon nome e di tutti gli sforzi fatti in questi anni, oltre che potrebbe aver creare un danno serio allโ€™immagine ed alla credibilitร  della Cassa stessa verso i suoi soci e verso lโ€™Amministrazione.

Per questo mi riservo eventuali azioni di risarcimento danni.

Tutto ciรฒ premesso chiedo che in qualitร  di Direttore Responsabile provveda immediatamente ad effettuare sul suo giornale i dovuti chiarimenti e le dovute scuse a quanti, come i soci e gli Amministratori della Cassa Mutua, hanno lavorato sempre correttamente.

In assenza adirรฒ le vie giudiziarie.

Il Vice Presidente
dr.ssa Micaela Petrilli