A Bibbiano non sono tutti mostri. Scarcerato lo psicoterapeuta. Cade l’accusa di aver manipolato una ragazzina. Per il direttore della onlus resta solo l’abuso d’ufficio

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Se fosse colpevole oltre ogni ragionevole dubbio, sarebbe rimasto ai domiciliari. Invece Claudio Foti (nella foto), lo psicoterapeuta e direttore scientifico della onlus Hansel e Gretel, sbattuto in prima pagina come il mostro di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, è tornato in libertà. Insomma il medico travolto dall’inchiesta Angeli e Demoni perché accusato di vere e proprie atrocità su bambini indifesi, strappati alle loro famiglie con l’inganno e dati in affidamento, per volere del Riesame ora sarà sottoposto alla semplice misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Pinerolo, in provincia di Torino.

Può sembrare un controsenso visto quanto emerso fino ad oggi sulla vicenda eppure la scelta dei giudici, le cui motivazioni arriveranno entro 45 giorni, è stata presa per l’assenza di gravi indizi di colpevolezza che, quindi, ne giustificherebbero la detenzione. Questo, ovviamente, non significa che l’uomo sia innocente ma solo che le prove fin qui individuate e analizzate non convincono il Riesame. Una condizione che, in un senso o nell’altro, può cambiare anche nel volgere di poche ore ma che, al momento, ci dice una cosa semplice ossia che quando si ha a che fare con inchieste giudiziarie tenute sotto traccia, specie quando coinvolgono minori, bisogna procedere con i piedi di piombo.

TANTI DUBBI. A ben vedere proprio quanto non è accaduto in questo caso. Lo psicoterapeuta, come ha spiegato dall’avvocato Girolamo Andrea Coffari, aveva due capi d’accusa: “Uno riguardava l’aver manipolato la mente di una ragazza durante le sedute di psicoterapia; l’altro è l’abuso d’ufficio in concorso perché sarebbe stato consapevole che le psicoterapie che gli venivano pagate dovevano essere bandite con concorso e non affidate direttamente. Sul primo capo d’accusa, il più pesante e che riguarda la sua professione, c’è stato l’annullamento dell’ordinanza, che è stata impugnata”. Tutto ciò a riprova del fatto che un’ipotesi di reato non corrisponde all’automatica colpevolezza dell’indagato. Che qualcosa di strano sia accaduto a Bibbiano resta però una possibilità quantomeno concreta. L’inchiesta parla di 27 indagati, per una sterminata lista di reati, in relazione a una storia di affidi illeciti.

L’INCHIESTA DELL’ORRORE. Infatti, per i pm, durante gli incontri con i minori, i professionisti facevano di tutto per plagiare la mente dei giovanissimi pazienti così che memorizzassero storie, in realtà mai accadute, di abusi da parte dei genitori. Cosa ben più grave, per essere più convincenti, ai ragazzini sarebbero state praticate pesanti sedute di elettroshock. Almeno questo quanto era stato raccontato in questi giorni, salvo poi essere parzialmente smentito dalle indagini. Ben presto è emerso che i piccoli non sarebbero stati sottoposti ad alcun elettroschock e che l’ormai ex sindaco Andrea Carletti, coinvolto in questa inchiesta e dimessosi dopo essere finito nel tritacarne dei media, era davvero indagato ma per abuso d’ufficio e falso relativamente alla concessione di alcuni locali per la psicoterapia e non in vicende più torbide.

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