A Lampedusa sbarcano pure i vip. Passerella sulla pelle dei migranti. Richard Gere e chef Rubio arrivano sull’isola siciliana. Daranno man forte ai volontari della Open Arms

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C’è chi la sovraesposizione mediatica la detesta e chi evidentemente la cerca con insistenza. Solo così è possibile spiegare come, nel mese di agosto più caldo della storia, qualcuno decida di fare una sgradevole passerella pro migranti anziché staccare la spina per passare del tempo in assoluto relax. E così accade che, mentre il Governo italiano viene terremotato dall’interno per mano del Capitano e l’Unione europea resta silente davanti all’ennesima nave carica di migranti, a Lampedusa riprende la stagione delle sfilate dei vip.

Vuoi la noia o la ricerca di qualche like su Facebook, senza nemmeno dimenticare il bisogno di farsi un po’ di pubblicità nella speranza di strappare contratti per la prossima stagione, da Hollywood è piombato nella piccola isola siciliana addirittura Richard Gere mentre da Frascati Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio. I due, letteralmente dei testimonial della Open Arms, la nave che da nove giorni danza nel Mediterraneo, sono saliti a bordo per consegnare viveri e medicinali, in attesa dello show che terranno oggi nel corso di una conferenza stampa.

NEMICO SBAGLIATO. Non si tratta di nomi a caso perché entrambi sono sostenitori ed attivisti dell’organizzazione spagnola Open Arms, fondata da Oscar Camps, la cui nave attende da giorni che l’Europa si svegli e individui il tanto agognato porto sicuro. E proprio per questo legame che i due sono stati chiamati a raccolta in Sicilia per chiedere una soluzione all’Unione Europea sul caso dei 123 clandestini a bordo della nave battente bandiera spagnola che, però, nel paese iberico, rimasto fin qui silente, non ha e non sta trovando un alleato. Ancora una volta il problema è tutto dell’Italia e poco importa se oltre al nostro Paese anche da Malta sia arrivato un secco “no” allo sbarco.

Come non conta niente il fatto che nemmeno la Spagna abbia preso posizione nei confronti di quella che, a rigor di logica, sarebbe una loro precisa responsabilità essendo l’imbarcazione iscritta nel loro registro navale. Tutto ciò fa pensare che forse Gere, Rubio e il management della Open Arms, sarebbero dovuti andare a Madrid per chiedere l’intervento del governo. Ma avrebbero fatto meglio ancora a prendersela con chi veramente sta creando a tavolino l’emergenza, ossia l’Ue. Perché è facile battere i pugni con Roma e il suo Governo quando, da sempre, siamo abbandonati a gestire un fenomeno planetario praticamente da soli e mentre tutti i nostri alleati, anziché appellarsi al senso comunitario, su cui per inciso dovrebbe fondarsi il vecchio continente, ridono sotto i baffi e ci impongono cosa fare.

STAR RECIDIVA. Che poi a guard bene Gere sull’argomento è anche recidivo. Già nel giugno 2016 aveva fatto capolino sull’isola e non di certo per godere degli splendidi specchi d’acqua ma sempre per motivi umanitari. In quell’occasione la star di Hollywood anziché fare un bagno in mare aveva preferito fare un bagno di immigrati incontrando quelli ospitati all’interno dell’hotspot.