A maggio cambia il coprifuoco? Il governo attende dati e numeri prima di muoversi, ma la data giusta potrebbe essere lunedì 17

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Il coprifuoco cambia a maggio? Il governo Draghi ha assicurato a Lega e Forza Italia che sarà il mese di maggio quello giusto per modificare l’orario di ritiro. E Matteo Salvini ieri ha detto che tra tre giorni, ovvero dal primo maggio, si cambierà tutto.

A maggio cambia il coprifuoco?

Ma la verità è che nessuno oggi può dire quando cambia il coprifuoco. Perché il governo attende numeri e dati prima di muoversi. Aspetta cioè che il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità certifichino il calo del contagio. E anche che la zona gialla dal 26 aprile tornata con il decreto Riaperture non influisca negativamente sull’andamento dell’epidemia. Il Corriere della Sera spiega oggi che nel provvedimento che scade il 31 luglio è specificato che le misure in vigore saranno riodulate seguendo i dati che ogni settimana misurano l’epidemia, ma anche il risultato della campagna vaccinale nelle diverse regioni.

Il coprifuoco è però una misura nazionale, quindi dovrà essere fissato in maniera che possa valere in tutta Italia, dunque tenendo conto anche delle aree dove l’incidenza è ancora alta tanto che il valore dell’Rt — l’indice di contagiosità — incrociato con gli altri indicatori fissa la permanenza nella fascia arancione o rossa. Per questo davvero indicativo sarà invece il bollettino del 7 maggio, a 15 giorni dall’entrata in vigore del decreto che ha riportato il 70 % degli studenti in presenza, con un maggior affolla mento sui mezzi pubblici e soprattutto una circolazione dei cittadini nelle regioni gialle che dalle 5 alle 22 non prevede alcuna limitazione. E terrà conto del fine settimana del 1° maggio durante il quale sarà inevitabile un affolla- mento nelle località di mare e di vacanza, così come nei ristoranti e nei bar, sia pur esclusivamente all’aperto.

Quando cambia il coprifuoco

Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano in merito all’eventuale allungamento dell’orario in cui è consentito rimanere fuori la sera e che non ama definire ‘coprifuoco‘, si è detto però contrario: “Se vogliamo che le attività della giornata – come scuola, uffici, trasporti – continuino a funzionare non possiamo permetterci che ci sia la gente in giro anche la sera, senza limiti. Credo che il messaggio dato dalle limitazioni delle attività serali sia semplicemente questo. E’ increscioso e triste che ci rimettano le persone che lavorano per le attività serali, è un dramma di cui mi rendo conto. Ma è stata operata una scelta, non solo in Italia ma in gran parte del mondo, che sacrifica alcuni movimenti delle persone per permettere degli altri. Non mi metto a discutere sulla bontà della scelta”.

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