A Mosul atrocità e omicidi di massa. L’Isis usa civili come scudi e recluta bambini da 9 anni in su

dalla Redazione
Mondo

Nell’indifferenza generale della politica occidentale, a Mosul si continua a morire. Indifferentemente, uomini, donne, bambini. Civili presi in ostaggio, costretti a morire per una guerra che si ammanta di religione, ma che è solo follia prestata a interessi economici (perché di questo stiamo parlando). E il risultato è che intere famiglie, proprio in queste ore, sono deportate, mentre i miliziani dell’Isis stanno dando vita a esecuzioni di massa e rastrellamenti “porta a porta” di bambini maschi dai 9 anni in su, da usare come soldati. I jihadisti dell’Isis “continuano a trasferire con la forza i civili” e c’è il timore che vengano usati come scudi umani nel mezzo dell’offensiva delle forze irachene per la riconquista della città di Mosul, roccaforte del gruppo nel nord dell’Iraq, e mentre si prepara la battaglia per la liberazione di Raqqa, capitale dell’autoproclamato Califfato in Siria.

A lanciare l’allarme sulle violenze in corso è Ravina Shamdasani, portavoce dell’Onu per i diritti umani, che parla di centinaia di donne sequestrate e di “camion pieni di civili rapiti, circa 1.600 persone stando a quanto riportato, trasferiti da Hamam al-Alil a Tal Afar“. Ad alcune di queste famiglie sarebbe stato detto che potrebbero essere trasportate in Siria e, ha affermato la portavoce, “siamo molto preoccupati che l’Is intenda usare queste famiglie come scudi per mettersi al riparo da raid aerei”.

“Mercoledì – ha proseguito la portavoce – altre 150 famiglie sono state trasferite da Hamam al-Alil a Mosul. E sempre mercoledì l’Is avrebbe usato altoparlanti per ordinare agli abitanti dei villaggi di Lazaghah e Arij, a circa 5 chilometri dal centro di Hamam al-Alil, di lasciare i loro villaggi o sarebbero stati puniti”. L’Onu continua anche a ricevere notizie di “esecuzioni di massa”: in particolare lunedì l’Is avrebbe ucciso 50 suoi militanti nella base di Ghazlani, a Mosul, con l’accusa di aver disertato.

“Ci sono anche informazioni credibili secondo cui 180 persone sono state uccise mercoledì a Gogjali, a est di Mosul, e forse altre 200 sono state uccise a Mosul“, ha detto la portavoce. “Abbiamo notizie secondo cui i militanti dell’Is tengono in ostaggio circa 400 donne curde, yazide e sciite, a Tal Afar. Dal 17 ottobre – ha aggiunto Shamdasani facendo riferimento all’avvio dell’offensiva delle forze irachene a Mosul – l’Is avrebbe anche costretto ad arruolarsi bambini di nove, dieci anni per combattere a Mosul“. L’Onu afferma anche di aver ricevuto notizie di vittime civili a causa dei raid aerei e fa riferimento a mercoledì scorso quando quattro donne e sarebbero rimaste uccise e 17 civili feriti nel quartiere di al-Quds, a Mosul.

AL-BAGHDADI – Intanto sembra ci siano novità sul Califfo dello Stato Islamico Abu Bakr al Baghdadi, che si troverebbe a ovest di Mosul, nella zona tra i distretti della provincia di Ninive, Tel Afar e al Ba’aj, lungo la frontiera tra l’Iraq e la Siria. Lo sostiene il generale Fadel Barwari, comadante della Golden Division delle forze dell’anterrorismo iracheno che partecipa all’offensiva per la liberazione dell’ultima grande roccaforte irachena del Califfato lanciata lo scorso 17 ottobre. “Al Baghdadi guiderà personalmente i combattimenti con le forze di al ‘Hasd al Shabi’ (Mobilitazione Popolare, principale alleanza di milizie sciite) a sud-ovest di Mosul”, ha detto il generale in un intervista alla tv satellitare curda Rudaw.