A Torino poteri forti in trincea. Profumo non molla la poltrona. La partita intorno alla Compagnia San Paolo. L’ex ministro risponde a muso duro alla Appendino

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il braccio di ferro, annunciato nei giorni scorsi, ieri ha vissuto la sua prima puntata. E a questo punto nei prossimi giorni potrebbero volare gli stracci. Il presidente della Compagnia San Paolo, Francesco Profumo, non ha nessuna intenzione di accogliere l’invito del nuovo sindaco a 5 Stelle di Torino, Chiara Appendino. La quale, appena nominata lo scorso fine settimana, aveva chiesto un passo indietro al’ex ministro del Governo Monti. La partita non è di poco conto, se solo si considera che la Compagnia San Paolo è il primo azionista singolo di Intesa San Paolo, la più importante banca italiana.

L’USCITA – “Io rispondo al consiglio generale da cui sono stato indicato”, ha detto ieri seccamente Profumo a chi gli chiedeva se considerasse opportuno rimettere il mandato dopo le critiche arrivate dalla Appendino. “Ci vuole rispetto delle regole”, ha aggiunto l’ex ministro, “e io sono una persona estremamente istituzionale”. Profumo, nel corso di un incontro con la stampa, ha sottolineato come dietro la sua decisione di restare al proprio posto ci sia il rispetto dell’autonomia statutaria e decisionale dell’ente i cui organi non rispondono a chi li ha nominati, come sancito anche dalla Corte costituzionale. E’ appena il caso di ricordare che la Appendino aveva chiesto a Profumo un passo indietro puntando l’indice contro l’aumento del budget di spesa degli organi decisionali della fondazione bancaria. Un’iniziativa non proprio al passo coi tempi, secondo la Appendino. I poteri di un sindaco non sono da poco sulle fondazioni. La Compagnia San Paolo, per dire, è tra gli altri guidata da un consiglio generale in cui il comune di Torino esprime due membri. La stessa Compagnia, come detto, è la prima azionista di Intesa Sanpaolo con un pacchetto del 9,8%. Non finisce qui.

I TASSELLI – Il comune di Torino nomina tre rappresentanti anche nel consiglio di indirizzo della Fondazione Crt, altro ente di assoluto rilievo, forte di un 2,5% nel capitale di Unicredit. E anche per questa via si arriva in banca. Così come per la via della fondazioni e dell’Anci si arriva dritti nel cuore della Cassa Depositi e Prestiti. E sempre attraverso le fondazioni bancarie si entra in fondi di investimento e società immobiliari. Insomma, la Appendino, ma con lei tutti i 5 Stelle, sono attesi alla prova dei fortini finanziari.