L’abbraccio della Sicilia a Conte. Nuovi bagni di folla per il leader M5S. Tour elettorale a quasi 10 anni dalla traversata di Grillo. Giuseppe punta su legalità e lotta alla corruzione

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Sempre a ottobre ma di diversi anni fa – era il 2012 – tra gli applausi dei suoi sostenitori, Beppe Grillo concludeva la traversata a nuoto dello Stretto e approdava a Messina per lanciare la campagna elettorale del suo Movimento per le regionali. Oggi leader del M5S è Giuseppe Conte che in questi giorni ha fatto tappa in Sicilia nel corso del tour elettorale in cui sta battendo l’Italia da Nord a Sud, registrando il pienone in tutte le piazze in cui mette piede.

L’ex premier prova così a sedurre nuovamente l’isola che nel 2018 i pentastellati avevano espugnato con percentuali da capogiro: un vero e proprio cappotto con la conquista di tutti i 28 collegi uninominali e gran parte di quelli plurinominali. A scegliere il M5S era stato il 48%, quasi un siciliano su due. Oggi lo scenario è cambiato e il Movimento è reduce da una tornata elettorale alle amministrative non proprio felice, fatta eccezione per i casi di Napoli e Bologna dove si è alleato con il Pd.

Ma il numero uno del M5S appare instancabile e cerca di rimediare a quella che ha individuato come la maggiore criticità del Movimento, ovvero il suo scarso radicamento nel territorio, girando in lungo e largo i comuni dell’Italia, piccoli e grandi. La sua traversata in Sicilia, partita mercoledì scorso, lo ha portato nei comuni del catanese di Adrano, Ramacca, Grammichele, Caltagirone, Giarre e Misterbianco. E ancora: Lentini e Pachino nel siracusano e Vittoria (Ragusa).

Poi è partito alla volta di Favara e Porto Empedocle (Agrigento), Alcamo nel trapanese, San Cataldo nel nisseno. Sono 42 i comuni siciliani che domani e lunedì voteranno per eleggere i propri sindaci e per rinnovare i consigli comunali. E negli stessi giorni si voterà in Sardegna – dove Conte ha fatto tappa prima – e in questo caso si sceglieranno sindaci e consigli comunali in 98 comuni su 377. Anche in Sardegna, ricordiamo, le ultime elezioni politiche avevano premiato il M5S con percentuali stellari.

Ritornando alla Sicilia, Conte si sbilancia in un pronostico. Sa che l’isola merita un discorso a parte rispetto al resto dell’Italia ed è convinto che qui il M5S farà registrare risultati migliori. “Non credo che il voto nelle grandi città possa influire in Sicilia”. Nell’isola – ha spiegato – ci sono delle “attenzioni locali e delle sensibilità territoriali e non credo affatto che un’onda nazionale possa essere determinante. Inoltre, qui in Sicilia, come in alcuni casi nel territorio nazionale, siamo riusciti a convergere su coalizioni, in particolare col Pd e liste civiche, più raramente siamo andati da soli, e siamo pronti a misurarci con la competizione elettorale”.

Conte assicura che il M5S farà il possibile per garantire che una parte consistente dei fondi del Pnrr arrivino nel Meridione. “No al divario fra Nord e Sud”, dice. E va giù duro contro l’attuale Governo regionale per la recente bocciatura dei progetti presentati dalla Sicilia da finanziare con il Pnrr: “Non deve succedere quello che è successo qualche giorno fa: 31 progetti di agricoltura bocciati perché non avevano i requisiti necessari”.

E se ha frenato su Cancelleri candidato alla presidenza della Regione per la terza volta (“Mi sembra prematuro parlarne ora”), da Pachino, comune sciolto per mafia, ha lanciato un segnale “di sostegno a tutte le persone oneste”. La presenza mafiosa – ha detto Conte – fiacca la coscienza civica: “Sono qui per dare un chiaro segno della nostra lotta per la legalità e contrasto a tutte le forme di corruzione”.

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