Il M5S non può fare il ramo di un “Ulivo” ed è incompatibile con le politiche della destra. Conte: “Siamo un albero che dà ossigeno da tempo e prima degli altri”

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“Non ce lo vedo affatto il Movimento cinque stelle fare il ramo di un ‘Ulivo’. Noi siamo un albero che dà ossigeno da tempo e da prima degli altri. La destra non è compatibile con le nostre politiche”. È quanto ha detto a Tagadà il leader M5S, Giuseppe Conte.

“La situazione di Roma – ha detto l’ex premier parlando dell’esito delle elezioni nella capitale – è assolutamente singolare, non possiamo far finta che non lo sia. Noi avevamo un sindaco uscente, Virginia Raggi, che secondo noi aveva fatto bene, aveva le carte in regola per chiedere agli elettori il rinnovo del mandato; è stata sotto attacco per 5 anni da destra e da sinistra. Il Pd non ha ritenuto di aderire a questa nostra proposta, ne ha voluta formulare una concorrente”.

“Non possiamo far finta – ha aggiunto l’ex premier -, perché siamo al ballottaggio, di cancellare quello che è stato e far finta di nulla, non possiamo misurare da questo lo stato di salute del dialogo M5S e Pd. E cancellare e rimuovere quelli che sono i condizionamenti locali, la storia della consiliatura. Non è possibile. Ho già detto quello che penso di Gualtieri, ha lavorato con me; non è perché si è ritrovato a sostenere una proposta concorrente che dico oggi che Gualtieri non è una persona che ha fatto bene come ministro dell’Economia. Ma con l’intero gruppo dirigente romano abbiamo lavorato, siamo insieme alla Regione Lazio, questo gruppo dirigente è stata la spina dorsale del Conte 2 e non lo rinnego”.

“Prendo atto – ha detto ancora Conte – che al ballottaggio c’è Gualtieri, persona di valore che non posso sminuire nella possibilità di far bene. Non è pensabile che il M5S possa avere compatibilità con la destra, non mi sento di trattare il nostro elettorato come un pacco postale che io sposto a destra e sinistra a seconda dei momenti e dei giorni”.

“La destra – ha puntualizzato ancora Conte non è compatibile con le nostre politiche, ma poi deve chiarire fra Lega e FdI, sono in una difficoltà enorme per quanto riguarda la visione politica e una chiarezza di linea. Abbiamo vista l’inchiesta di Fanpage, bisognerà vedere se avrà conseguenze penali, non è pensabile, laddove non vi siano comportamenti chiari, la presa di distanze da tutto un sottobosco, affacciarsi nemmeno per un confronto”. Alla domanda su come voterà al bollottaggio, Conte ha chiuso con una battuta: “Mi faccia fare una riflessione interna, poi vi comunicherò il mio voto”.

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