“L’abuso d’ufficio è un reato grave”: Bruxelles sconfessa Nordio

Nordio sconfessato sull'abuso d'ufficio in Europa. Approvata la direttiva Ue che comporta l'introduzione del reato che lui aveva cancellato

“L’abuso d’ufficio è un reato grave”: Bruxelles sconfessa Nordio

Una settimana da archiviare questa per il ministro Carlo Nordio. Dopo aver ricevuto una sberla da 15 milioni di italiani che hanno votato contro la sua riforma della Giustizia e aver perso la sua fedelissima capo di Gabinetto, Giusi Bartolozzi, costretta a dare le dimissioni, ieri è stato sconfessato in Europa. L’Eurocamera ha dato il via libera con 581 voti a favore 21 contrari e 42 astenuti alla direttiva anti- corruzione. La direttiva stabilisce a livello Ue le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai Paesi membri. Presente nella lista dei reati un articolo dedicato all’abuso d’ufficio definito “esercizio illecito di funzioni pubbliche”. Vale a dire quel reato che Nordio aveva abolito qualche anno fa.

L’Italia ora ha due anni di tempo per recepire la direttiva, pena la procedura d’infrazione. Quel che fa ancora più rumore è che persino i Fratelli d’Italia hanno scaricato Nordio, con una giravolta dal momento che in Commissione Libe si erano astenuti sul testo. Quel che però denota l’assenza del senso del ridicolo è che gli stessi Fratelli d’Italia, ma anche la Lega (tutti e tre i partiti di maggioranza hanno votato a favore), dopo il voto hanno tentato di arrampicarsi sugli specchi sostenendo che la direttiva in relatà non criminalizza l’abuso d’ufficio.

L’arrampicata sugli specchi di FdI e Lega sull’abuso di ufficio

“Francamente, restiamo sconcertati dalla lettura secondo cui vi sarebbe stata una sconfitta del governo italiano in relazione al reato di abuso d’ufficio. Si tratta di una totale falsità, di un’invenzione assolutamente sconcertante”, ha dichiarato il copresidente di Ecr, Nicola Procaccini (FdI). “In realtà, la direttiva ribadisce che gli Stati membri hanno piena libertà nella scelta degli strumenti più efficaci per combattere la corruzione. Dal testo emerge chiaramente che l’Italia dispone già di tali strumenti nel proprio ordinamento; pertanto, non vi è alcuna necessità, in base alla direttiva, di reintrodurre il reato di abuso d’ufficio”, ha spiegato ancora.

“La proposta di direttiva anti-corruzione non reintroduce l’abuso d’ufficio. Il testo fa generico riferimento ‘all’esercizio illecito di funzioni pubbliche’, lasciando agli Stati membri ampia libertà sulle condotte dei pubblici ufficiali soggette a reato penale”, recita una nota della delegazione della Lega al Pe. Peccato che a sostenere il contrario siano i relatori della direttiva, Giuseppe Antoci e Raquel Garcia Hermida, il presidente dell’Anac Giuseppe Busia e il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso.

La relatrice della direttiva ma anche Anac e Consulta non lasciano dubbi: la politica si adegui a nuova legislazione Ue

“L’Italia dovrà obbligatoriamente reintrodurre come reato almeno due fattispecie, tra le più gravi, nell’ambito dell’abuso di ufficio”, ha sottolineato la relatrice. “Il mandato è molto chiaro sull’abuso di ufficio”, ha aggiunto Garcia Hermida. “Sappiamo che, purtroppo, negli ultimi anni la normativa italiana per combattere e prevenire la corruzione ha fatto segnare diversi arretramenti: speriamo che il rapido recepimento della direttiva sia l’occasione per colmare fin da subito alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l’abrogazione del reato di Abuso d’ufficio, così da rafforzare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni pubbliche e quindi di migliorare la qualità della nostra democrazia”, ha detto il presidente dell’Autorità anticorruzione.

“Se questa direttiva del Parlamento europeo modifica il quadro normativo, è possibile che la Corte sarà chiamata nuovamente a fare il controllo che l’articolo 111, primo comma, della Costituzione prevede. Prima ancora, ovviamente, sarà la politica chiamata a prendere atto di questa nuova legislazione europea”, ha affermato il presidente della Corte costituzionale.

Esultano le opposizioni: un’altra batosta per Nordio e Meloni

Esultano le opposizioni. “È arrivata un’altra batosta per Meloni e Nordio sulla giustizia. In pratica, Meloni e Nordio che avevano cancellato questo reato per privilegiare politici e colletti bianchi che abusavano del proprio potere nei concorsi e nelle gare pubbliche, adesso dovranno reintrodurlo”, dice il leader dei 5 stelle, Giuseppe Conte.