Accise benzina in Italia: quali sono, cosa finanziano e perché si pagano?

Taglio delle accise sui carburanti
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Accise benzina in Italia: lo scoppio della guerra in Ucraina sta facendo salire il prezzo della benzina ma non è l’unico fatto a determinare l’incremento dei costi del carburante.

Accise benzina in Italia: come influenzano il costo del carburante

Non solo gas: con la guerra in Ucraina, anche il prezzo della benzina sta aumentando in modo esponenziale. Per contrastare il caro carburante, il Codacons ha chiesto al Governo italiano di abolire l’Iva e ridurre le accise. A questo proposito, quali sono, cosa finanziano e perché si pagano le accise?

Il prezzo della benzina non è fisso ma varia da Paese a Paese: il suo costo, infatti, non dipende soltanto dal prezzo del petrolio ma anche dal cambio tra euro e dollaro e dalle accise. Secondo quanto riferito dal ministero della Transizione ecologica, in Italia, il 57% del prezzo finale della benzina dipende dalle accise.

Le accise sono delle tasse che il Governo italiano impone sul carburante e sui suoi derivati. Al pari della benzina, ad esempio, anche il gasolio possiede quasi le stesse accise anche se, talvolta, gli importi mostrano alcune variazioni.

In considerazione di quanto riportato dall’Agenzia delle accise, dogane e monopoli (ADM), le accise sulla benzina in Italia corrispondono a 728,40 euro su 1.000 litri di carburante. Per il gasolio, invece, corrispondono a 617,40 euro e a 267,77 euro per il Gpl.

Quali sono, cosa finanziano e perché si pagano le accise?

Nello specifico, alcune delle accise attualmente in vigore in Italia che vengono pagate dai contribuenti sono le seguenti:

  • 0,00723 euro per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,00516 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;
  • 0,0511 euro per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;
  • 0,0387 euro per la ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 0,114 euro per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro per far fronte al terremoto dell’Aquila del 2009;
  • 0,0071 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,04 euro per far fronte all’arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro per far fronte all’alluvione che ha colpito Liguria e Toscana nel 2011;
  • 0,082 euro per il decreto “Salva Italia” del 2011;
  • 0,02 euro per la ricostruzione dopo il terremoto in Emilia del 2012;
  • 0,005 euro per il finanziamento del “Bonus gestori” del 2014.

Codacons, Rienzi: “Abolire Iva e ridurre accise su benzina in Italia”

In materia del caro carburante, il Codacons è recentemente intervenuto per chiedere l’abolizione dell’Iva. Nello specifico, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ritiene necessaria la sospensione dell’Iva fino al termine dell’emergenza energetica e la drastica riduzione delle accise.

Commentando le misure proposte, il presidente Rienzo ha spiegato: “Solo così sarà possibile riportare i listini dei carburanti a livelli accettabili, calmierare i prezzi al dettaglio e permettere a migliaia di imprese di continuare la propria attività”.