Accordo col Fondo monetario. La Grecia caccia i soldi. Ma anche Syriza

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Alla fine l’annuncio greco è arrivato, anche se sarà pagato a caro prezzo. Il paese ellenico verserà entro il 9 aprile la tranche da 460 milioni di euro di debito nei confronti del Fondo monetario internazionale. Una mossa, quella annuncita dal ministro dell’economia Yanis Varoufakis, che è stata accolta con soddisfazione del direttore del Fmi, Christine Lagarde. Ma che allo stesso tempo rischia di mettere il premier greco, Alexis Tsipras, nella condizione di dover scaricare l’ala sinistra del suo partito Syriza. Lagarde e Varoufakis, ha informato ieri il Fondo, concordano sul fatto che “l’incertezza attuale non aiuta la Grecia” e pertanto i due interlocutori hanno ribadito “nel corso di uno scambio di opinioni l’impegno ad una collaborazione efficace nell’interesse di tutti”. Nonostante le rassicurazioni, però, monta la “frustrazione” delle autorità europee nei confronti di Atene: molti rappresentati dell’Ue, inclusi alcuni ministri delle finanze, avrebbero suggerito in conversazioni private, – riportate dal Financial Times – che solo una decisione del premier Alexis Tsipras di “scaricare” l’ala dell’ultra sinistra del suo partito Syriza potrebbe rendere un accordo sul salvataggio possibile. Secondo il quotidiano inglese gli euro-burocrati vorrebbero che Tsipras si alleasse con il defunto partito socialista Pasok e con la sinistra “nuova” di To Potami per raggiungere un accordo più moderato con Bruxelles. “Tsipras deve decidere se vuole essere premier o leader di Syriza”, avrebbe affermato un rappresentante europeo sempre al Financial Times. Nei prossimi giorni, a quanto pare, Varoufakis incontrerà anche gli esponenti del Tesoro americano. Perché la situazione del paese ellenico rimano comunque molto complicata.

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