Accordo raggiunto tra Usa e Russia per il cessate il fuoco in Siria e per la guerra all’Isis. Ma le due super potenze restano diffidenti

dalla Redazione
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Stati Uniti e Russia hanno messo a punto un piano per cessare, o almeno ridimensionare, le ostilità in Siria e aprire la strada a una transizione politica che metta fine al conflitto che dal 2011 ha provocato più di 290 mila morti. Ci sono voluti 12 ore prima dell’annuncio e dell’accordo. In base all’intesa raggiunta a Ginevra tra il segretario di Stato americano John Kerry ed il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, il governo siriano dovrà mettere fine alle operazioni di combattimento in specifiche aree sotto il controllo dell’opposizione.

Russia e Stati Uniti, sette giorni dopo la cessazione delle ostilità, creeranno poi un centro congiunto” per la lotta all’Isis ed al Fronte al-Nusra con l’obiettivo, ha spiegato Lavrov, di “separare i terroristi dall’opposizione moderata”. Ci saranno, ha annunciato il ministro degli Esteri di Mosca, raid coordinati contro i terroristi condotti dall’Aeronautica russa e statunitense. “Abbiamo raggiunto – ha specificato Lavrov – un accordo sulle aree in cui avverranno i raid e, in queste aree, sulla base di un’intesa di neutralità condivisa dal governo siriano, saranno operative solo le forze aree russe ed americane”. L’accordo, ha commentato Kerry dal canto suo, può rappresentare “un punto di svolta” se le parti lo attueranno “in buona fede”.

 

La speranza, dunque, è tanta. Ma l’atteggiamento resta cauto e guardingo. “Stati Uniti e Russia annunciano un piano che, speriamo, permetterà di ridurre la violenza” e di imboccare la via verso “una pace negoziata e una transizione politica in Siria”, ha detto infatti lo stesso capo della diplomazia di Washington nella conferenza stampa tenuta insieme al collega russo. Quindi ha aggiunto: “Accettiamo di fare un passo ulteriore perché pensiamo che la Russia e il mio collega (Lavorv, ndr) possono fare pressione sul regime di Assad affinché ponga fine a questo conflitto e venga al tavolo della trattativa”.

Kerry ha annunciato, come detto, anche che se il cessate il fuoco sarà rispettato per una settimana le forze militari statunitensi coopereranno con quelle russe nella lotta contro lo Stato islamico e gli altri gruppi terroristici. Una cooperazione da tempo richiesta da Mosca che rappresenterebbe di per sé stessa una svolta considerando che la Russia appoggia il presidente siriano Bashar al Assad e gli Usa sostengono parte dei ribelli che gli si oppongono.

Da parte sua, Lavrov ha garantito che Assad è pronto a mettere in atto l’accordo e ha sottolineato che malgrado la reciproca diffidenza, Mosca e Washington hanno elaborato cinque documenti che consentiranno il coordinamento della lotta al terrorismo, un più ampio accesso di aiuti umanitari alle popolazioni stremate dalla guerra e la cessazione delle ostilità dopo tanti tentativi falliti.