Conte incontra le delegazioni di M5S e Pd. Il premier incaricato al lavoro su un programma condiviso. Le Consultazioni proseguiranno anche lunedì

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E’ Luigi Di Maio a rompere il silenzio, al termine delle consultazioni che il premier incaricato, Giuseppe Conte, ha tenuto, ieri e oggi, a Montecitorio. Consultazioni che proseguiranno anche lunedì, mentre domani mattina il professore tornerà a riunirsi con Dem e 5S per trovare la quadra sul programma di governo. Per il leader del Movimento Cinque Stelle “non è il momento delle polemiche e degli attacchi, questo è il momento del coraggio e ne servirà tanto per cambiare questo paese”. Di Maio ha consegnato a Conte anche un documento contenente i 20 punti programmatici elaborato dai gruppi parlamentari 5S. “Punti chiari”, ha aggiunto il leader pentastellato, che “se entreranno nel programma di governo allora si potrà partire, altrimenti sarà meglio tornare al voto il prima possibile”.

Parole, quelle del capo politico dei Cinque Stelle, che sono tornate ad agitare i rapporti con il Partito Democratico suscitando, tuttavia, lo stupore del M5S che in un nota sottolinea che Di Maio, ancora una volta, “ha ribadito che per il MoVimento 5 Stelle i temi sono al centro di qualsiasi azione politica. Non comprendiamo lo stupore di alcuni. Per noi conta il programma, contano le soluzioni ai problemi degli italiani, non le poltrone. E ci auguriamo che sia cosi’ per tutti”.

“Il fatto che Di Maio abbia fatto la conferenza stampa che ha fatto è incomprensibile, temo non abbia letto i documenti che abbiamo scritto con i deputati dei 5 stelle” ha commentato al Tg2 il vicesegretario del Pd, Paola De Micheli. “Di fronte a questa incomprensione di Di Maio – ha aggiunto l’esponente dem – ci interroghiamo su quello che avverrà”. “Immagino che ci sia un problema interno ai 5 stelle” ha aggiunto De Micheli e, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse una tattica di Di Maio per tirare ancora sul programma, ha risposto: “In questa fase non ci credo alla tattica, non ci può essere spazio per la tattica. Se si vuole fare il governo si fa e Conte terrà conto di tutte le possibilità, i tempi della tattica mi sembrano abbondantemente esauriti. Mi pare banalizzare dire o si fa così o non se ne fa niente. Io sarei tanto contenta di poter discutere di temi”.

“Noi – ha proseguito la De Micheli – abbiamo una posizione molto chiara e l’abbiamo detto sin dall’inizio: governo di legislatura, solido, con un programma realizzabile. Oggi i dati dell’Istat ci certificano che qualche politica del passato è stata sbagliata. Facciamo le cose serie, se siamo d’accordo di fare le cose serie andiamo avanti. Non abbiamo toni ricattatori, non abbiamo messo veti e ultimatum se oggi escono fuori ultimatum è un problema dei 5 stelle. Non ho la sfera di cristallo – ha aggiunto il vicesegretario del Pd  – per sapere cosa accadrà nei giorni che ci separano dalle decisioni che prenderà Conte. E’ stata una trattativa programmatica normale. Rileviamo un comportamento incomprensibile del capo politico dei 5 stelle. Se si fanno i giochetti e si scherza gli italiani se ne accorgono”.

“Il presidente ha preso nota e ci ha dato appuntamento nel percorso che lo porterà a stilare il prossimo programma di governo, ascoltando anche le altre forze politiche per capire quali punti faranno parte e come del programma che vogliamo sia di svolta per questo nostro paese” ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al termine delle consultazioni con il premier incaricato Giuseppe Conte. “Patti chiari, amicizia lunga. Stiamo lavorando con serietà – ha poi aggiunto il leader dem in un Tweet – per dare un nuovo Governo all’Italia, per una svolta europeista, sociale e verde. Ma basta con gli ultimatum inaccettabili o non si va da nessuna parte”.

Dopo aver concluso le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari di Camera e Senato, sia di maggioranza che di opposizione, il presidente del Consiglio incaricato, nel tardo pomeriggio, ha incontrato una delegazione del Movimento 5 Stelle, composta dai capigruppo di Camera e Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, e una delegazione del Pd, composta da Dario Franceschini e Andrea Orlando. “Nel corso dell’incontro – riferisce una nota di Palazzo Chigi – si è delineato un percorso di lavoro per consentire al presidente incaricato di elaborare un programma condiviso da entrambe le forze politiche sulla base delle prime linee programmatiche che gli sono pervenute”.

“Domani mattina – aggiunge ancora la nota fatta diffondere dal presidente incaricato – si terrà una riunione per lavorare al programma di governo, coordinata dal Presidente Conte. Lunedì il Presidente incaricato continuerà le consultazioni incontrando una delegazione di rappresentanti delle popolazioni terremotate e una delegazione di rappresentanti delle associazioni dei disabili”.

“La delegazione del Pd indicata dal segretario Zingaretti e rappresentata da Andrea Orlando e Dario Franceschini – fa sapere, invece, una nota dell’Ufficio stampa del Partito Democratico – ha partecipato oggi pomeriggio ad un incontro richiesto dal Presidente incaricato con i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e con lo stesso Premier Conte. L’incontro è servito a porre l’esigenza di un chiarimento sulle dichiarazioni di Luigi Di Maio, al termine delle consultazioni, come precondizione per proseguire nel percorso avviato negli scorsi giorni”.

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