Acquisti senza segreti

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Parte lo ‘spesometro’: coloro che liquidano l’Iva ogni tre mesi oggi (il 30 aprile, invece, toccherà agli operatori finanziari) dovranno comunicare al Fisco gli acquisti superiori ai 3.600 euro. Lo ‘spesometro’ serve al Fisco per accertare la congruità tra reddito dichiarato dal contribuente e il suo tenore di vita.

Il nuovo strumento era stato fortemente contestato, soprattutto dai commercialisti. Piu’ volte avevano sottolineato infatti che la necessita’ di mostrare il codice fiscale, e dunque quella di essere identificati, per qualsiasi acquisto oltre i 3.600 euro e’ ”una invasione della privacy del cittadino comune generalizzata”, come rilevato dal presidente del Consiglio nazionale Claudio Siciliotti. La categoria aveva parlato al proposito anche di ”Stato di polizia fiscale”.
La Corte dei Conti, nell’ultimo rapporto sul coordinamento della finanza pubblica, aveva lanciato un altro tipo di allarme: alcune misure di lotta all’evasione fiscale, fra le quali appunto lo ‘spesometro’, comportano alcuni ”rischi”, tra i quali ”effetti negativi sui consumi” o, ”peggio”, l’aumento della ”propensione ad effettuare acquisti di beni e servizi in nero”.