Adesso i francesi preoccupano, Telecom alza le prime barriere. Il piano: convertire azioni di risparmio in ordinarie

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Meno male che la presenza francese nell’azionariato non destava preoccupazione. Dopo giorni di dichiarazioni accomodanti, alla fine Telecom Italia, guidata dall’Ad Marco Patuano, ha deciso di alzare una prima barriera alla presenza simultanea e crescente di Vivendi e del magnate transalpino Xavier Niel. Il consiglio di amministrazione del gruppo telefonico, riunito ieri per approvare i conti del terzo trimestre, a sorpresa ha messo ai voti il progetto di conversione delle risparmio in azioni ordinarie a pagamento.

IL MECCANISMO
L’operazione, che era già stata studiata diverse volte durante la gestione di Franco Bernabè, prevede che venga offerto ai soci senza diritto di voto di concambiare il loro titolo con un’azione ordinaria aggiungendo 9,5 centesimi di euro e rinunciando così al privilegio sul dividendo. L’operazione è facoltativa, ma poi diventerà obbligatoria con la fine del periodo di offerta a un concambio di 0,87 ordinarie per ogni azione di risparmio. Il tutto avverrà prima della distribuzione del dividendo 2015, che di fatto verrà annullato per le risparmio. Per chi opterà per la conversione facoltativa il premio rispetto alle quotazioni degli ultimi 6 mesi è del 12,7%, mentre per l’obbligatoria è del 7%. Servirà l’approvazione dell’assemblea degli azionisti delle risparmio. In caso di voto favorevole, chi non aderirà potrà far valere il diritto di recesso fissato a 0,9241 euro contro gli 0,98 della chiusura odierna. Le ordinarie hanno chiuso a 1,19 euro. La società si riserva di sospendere la conversione se il recesso costerà più di 100 milioni di euro. La Borsa ieri ha sospeso i titoli dalle contrattazioni serali. L’assemblea per modificare lo Statuto di Telecom, necessaria per avviare la trasformazione, è convocata il prossimo 15 dicembre. Il 17 dicembre sarà la volta degli azionisti di risparmio.

CONSEGUENZE
Per Telecom Italia l’operazione crea valore sotto tanti punti di vista. Per prima cosa, la società incasserà circa 600 milioni di euro dal mercato; in secondo luogo – eliminando i 166 milioni di extra cedole legate alle azioni risparmio e attualizzando questo valore al costo medio del capitale ponderato – il gruppo di fatto si trova a risparmiare circa 2,3 miliardi. E così, tra incasso e minori costi, Telecom crea circa 2,9 miliardi di maggior valore che su 19 miliardi di azioni (ipotizzando la totale conversione delle rnc in ordinarie) si traduce in circa 15 centesimi in più per azione.

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di Gaetano Pedullà

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