Adesso è ufficiale: Pirozzi si candida a governatore della Regione Lazio con una lista civica “aperta a tutti”. Così il Centrodestra diviso rischia il clamoroso autogol

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Basta aspettare: Sergio Pirozzi correrà per la presidenza della Regione Lazio. È stato lo stesso sindaco di Amatrice ad annunciarlo a Settegiorni, la trasmissione di Rai Parlamento che andrà in onda sabato mattina su Rai Uno. “Sulla spinta della gente comune e dei sindaci – ha detto – ho deciso di candidarmi alla guida della Regione Lazio con una lista civica aperta a tutti, perché sono convinto che l’Italia deve essere rappresentata dai sindaci”.

Pirozzi, la cui candidatura era nell’aria da mesi, ha già ricevuto gli endorsement della Lega di Matteo Salvini e dei sovranisti di Gianni Alemanno e Francesco Storace. Ma non di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Mercoledì, proprio a La Notizia, per bocca del coordinatore regionale Claudio Fazzone il partito di Berlusconi aveva ribadito il concetto: “L’indicazione del candidato governatore spetta a noi”. Mentre Giorgia Meloni vorrebbe giocarsi la carta Fabio Rampelli, capogruppo di FdI alla Camera. Malgrado la vittoria in Sicilia, dove il Centrodestra ha marciato unito con Nello Musumeci, nel Lazio si rischia il clamoroso autogol: due candidati che si ruberebbero voti a vicenda.

“Sergio fa parte dell’assemblea nazionale di FdI ed è un simbolo per gli abitanti delle zone colpite dal terremoto”, ha commentato la Meloni. Però “gli ho detto che è indispensabile, per il successo della sua o di qualunque altra candidatura nel Centrodestra, garantire l’unità della coalizione. Nelle prossime settimane incontreremo gli alleati per valutare insieme la soluzione migliore”. Il tempo stringe.

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