Air Force Renzi, hanno preso il volo 13 milioni. Dubbi della Procura di Civitavecchia sul leasing acceso per l’acquisto dell’Airbus voluto dall’ex premier

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Sembra passato un secolo da quando l’Air force Renzi solcava il cielo. Un gigante da 300 posti, voluto dall’allora premier Matteo Renzi e ormai parcheggiato in un hangar da mesi, su cui sono stati sprecati fiumi di parole, tra perplessità e sospetti, che ora sono stati fatti propri dalla Procura di Civitavecchia. Già perché sul velivolo, ormai pressoché abbandonato, stando a quanto scrive Il Fatto Quotidiano, si starebbe aprendo un fronte giudiziario in merito a presunti sperperi di denaro pubblico.

Proprio per questo sarebbe stato aperto un fascicolo d’indagine, a carico di ignoti e senza ipotesi di reato, che avrebbero messo nel mirino dei magistrati il contratto di leasing sottoscritto con Etihad per la cifra di 168 milioni di euro da pagare in otto anni. Un affitto, sospettano i pm, pagato ben più del reale prezzo di mercato necessario per acquistare il velivolo.

Non solo. Lo stesso accordo, secondo i magistrati di Civitavecchia in modo sospetto, prevedeva un pagamento anticipato di 25 milioni di dollari che, da quanto trapela, la compagnia di bandiera di Abu Dhabi avrebbe fatturato ad Alitalia. Come se non bastasse, ci sarebbe anche un ulteriore enigma, ancora tutto da dimostrare, relativo alla discrepanza tra il conto dei soldi già spesi dallo Stato italiano, arrivati a quota 50 milioni di euro al momento della rescissione dell’accordo di leasing avvenuta ad agosto, e i 37 milioni di euro che Etihad ha dichiarato di aver realmente percepito.

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