Al Senato il convegno sul ruolo sociale dell’industria farmaceutica italiana. Le Fab 13 rappresentano un volano per l’economia reale del nostro Paese

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Si è svolto ieri nella Sala Zuccari del Senato, il convegno “Il ruolo sociale dell’industria farmaceutica italiana. Ricerca scientifica, innovazione, sviluppo e occupazione” promosso dalle 13 aziende farmaceutiche di medio grandi dimensioni a capitale italiano (Fab13), aderenti a Farmindustria (Dompè, Menarini, Molteni, Zambon, Abiogen Pharma, Angelini, Recordati, Chiesi, Italfarmaco, Mediolanum, I.B.N Savio, Kedrion e AlfaSigma).

Un evento volto a mettere in luce l’importanza dell’industria farmaceutica nel nostro Paese, fra i primi produttori di farmaci dell’Unione Europea insieme alla Germania, con oltre 31 miliardi di euro. Secondo il Rapporto Nomisma “Industria 2030. La farmaceutica italiana e i suoi campioni alla sfida del nuovo paradigma manifatturiero”, le Fab 13 rappresentano un asset fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell’economia italiana, con oltre 1 miliardo di euro investiti nella ricerca, circa 43 mila addetti e un trend di crescita significativo negli ultimi dieci anni (+4% soltanto nel 2018).

Il Sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, ha sottolineato “l’importanza del ruolo sociale del comparto farmaceutico italiano, in cui il rapporto tra imprese e istituzioni è fondamentale. Il sistema regolatorio, infatti, è molto complesso e per questo è necessario allinearsi il più possibile con i Paesi virtuosi, in un contesto di reciproca fiducia e collaborazione”.

“Se dovessimo assegnare due colori al settore farmaceutico, sarebbero il verde ed il rosa”, ha spiegato Lucia Aleotti, azionista e membro del CdA del Gruppo Menarini. “Verde per gli investimenti che facciamo per garantire l’altissima compatibilità ambientale dei nostri siti produttivi, rosa per la forte presenza femminile, pari al 42% di 67.000 addetti. Continuiamo ad investire e a creare occupazione in Italia, e al Governo chiediamo solo stabilità. Ogni volta che le autorità intervengono sui prezzi dei nostri farmaci, infatti, i nostri equilibri industriali vengono stravolti, e con essi la nostra capacità di investire e dare lavoro”.

“La farmaceutica si conferma uno degli asset più strategici per l’economia del nostro Paese, non solo per quanto riguarda la tutela della salute ma anche per il sostegno alla crescita occupazionale e agli investimenti in ricerca e innovazione. Tra le nostre priorità rientra la difesa ambientale nella prospettiva di promuovere uno sviluppo sostenibile”. Lo ha dichiarato Alberto Chiesi, Presidente del Gruppo Case Farmaceutiche Italiane. L’evento è stato organizzato da Ital Communications di Attilio Lombardi.