Al via la somministrazione della terza dose. Servirà a proteggere 3 milioni di immunocompromessi. Pregliasco: “Se ci sarà un colpo di coda del virus in autunno-inverno dovremo fare un richiamo universale”

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Parte ufficialmente oggi in Italia la somministrazione della terza dose del vaccino anti-Covid-19 a mRna. La platea, come annunciato nei giorni scorsi, è di circa 3 milioni di persone. Riceveranno le “dosi addizionali”, come indicato dal Comitato tecnico scientifico, gli ultra fragili, quindi pazienti che hanno subito trapianti o sono in attesa di trapianto, malati oncologici in trattamento con terapie immunosoppressive, persone con immunodeficienze primitive o acquisite.

Il resto delle categorie a rischio, soggetti fragili, over 80, ospiti delle Rsa, e con ogni probabilità gli operatori sanitari, saranno disponibili le cosiddette dosi “booster” che andranno somministrate a distanza di un determinato intervallo temporale e per mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria.

Le indicazioni del Cts sono state tradotte dal ministero della Salute in una circolare che il 14 settembre ha sdoganato la terza dose, in attesa però di ulteriori evidenze scientifiche rispetto alla necessità ed efficacia del “booster” nella popolazione generale.

“Al momento la Fda ha detto di vaccinare con la terza dose le persone fragili – ha detto a Cusano Italia Tv il virologo e direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco -, dopodiché vedremo in autunno-inverno, dove purtroppo credo che un colpo di coda del virus ci sarà e allora forse dovremo fare un richiamo universale”.

“Io però – ha spiegato ancora l’esperto – immagino una prospettiva dove il vaccino anticovid si affiancherà a quello antinfluenzale, con la stessa modalità, quella di offrire il richiamo annuale soprattutto alle persone più a rischio. In questo momento purtroppo non si può ancora abbassare l’età della vaccinazione e abbiamo visto che la variante Delta sta colpendo i giovani molto di più rispetto al virus originale di Wuhan. Sarà difficile riuscire ad arrivare all’immunità di gregge, però più velocemente ci vacciniamo più potremo riuscire ad ottenere una convivenza civile con questo virus, arrivando a gestire quei pochi casi, oltretutto speriamo nel breve con nuovi farmaci che stanno emergendo”.

Nelle scuole, ha aggiunto Pregliasco, è “normale che ci siano dei focolai, si sapeva che la variante Delta colpisce più facilmente i giovani, quindi è necessario che vi siano protocolli di sicurezza; speriamo che si rimanga nell’ambito di interventi localizzati. Magari nel prossimo futuro per i giovani vaccinati sarà possibile allargare le maglie della quarantena e non prevederla per i vaccinati”.

“Da oggi in tutta Italia si inizia a somministrare la dose aggiuntiva alle persone più fragili. È un passo avanti importante per dare protezione a chi ha un sistema immunitario più debole. Ancora una volta grazie a tutto il personale sanitario”. Ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza.

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