Alessia Morani e la sua malattia: la leucemia

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Alessia Morani lo ha detto a Non è l’Arena domenica sera mentre duellava con Gianluigi Paragone: “Mi sono vaccinata perché ho la leucemia”. In un’intervista rilasciata oggi al Giornale l’ex sottosegretaria allo Sviluppo Economico dice di aver ricevuto il vaccino venerdì 23 aprile a causa di una leucemia che le ha devastato cinque anni da giovane adulta. Ha sofferto anche di
trombosi venosa profonda e broncopolmonite.

Alessia Morani e la sua malattia: la leucemia

“Sono guarita ma è una malattia terribile, anche se le speranze di guarigione grazie alla medicina sono sempre più alte. So che molte persone che si ammalano di cancro non ne parlano per
pudore o per paura. Io ne parlo per dare coraggio, per infondere fiducia nella medicina”, dice oggi Morani al Giornale. E racconta: “La leucemia ti costringe all’isolamento: hai le difese
immunitarie a zero e un banale raffreddore ti può uccidere. In questo credo di aver sperimentato la sensazione che provano i malati di Covid quando sono ricoverati”.

Poi racconta di quando è rimasta in ospedale da sola. “Ho provato il senso di solitudine in una camera sterile, la prima volta per 96 giorni, poi con altri ricoveri. Tra chemioterapia,  autotrapianto, una proteina post trapianto iniettata cinque volte al mese, la malattia è durata cinque anni”. Per questo ora non ha paura del vaccino: “«Ho avuto nelle mie vene sostanze tossiche, non mi sono
mai preoccupata dei vaccini. Anzi speravo di farlo prima possibile. Mi ha chiamata l’Asl e ho fatto Pfizer perché l’ha scelto l’ospedale di Muraglia a Pesaro. Adesso aspetto il 14 maggio per il richiamo”.

Cos’è la leucemia

La leucemia è un tumore delle cellule del sangue causato da una proliferazione incontrollata delle cellule staminali che risiedono nel midollo osseo. Le cellule che costituiscono la parte corpuscolata del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) originano da cellule immature, dette anche cellule staminali o blasti, prodotte dal midollo osseo, un tessuto spugnoso contenuto all’interno delle ossa lunghe e di alcune ossa piatte.

Nelle persone colpite da leucemia vi è una proliferazione incontrollata di queste cellule, che interferisce con la crescita e lo sviluppo delle normali cellule del sangue. Le leucemie acute, in particolare, rappresentano oltre il 25 per cento di tutti i tumori dei bambini e si collocano quindi al primo posto. Più in dettaglio, la leucemia linfoblastica acuta rappresenta l’80 per cento di tutte le leucemie diagnosticate in bambini fino a 14 anni, mentre quella mieloide acuta rappresenta il 13 per cento.

Le leucemie croniche sono invece più tipiche dell’età adulta mentre sono rare in età pediatrica. In Italia vengono diagnosticati circa 15 nuovi casi ogni 100.000 persone l’anno (16,9 casi ogni 100.000 maschi e 12,8 ogni 100.000 femmine) che si traducono in un numero stimato di 5.300 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e poco meno di 3.900 tra le donne. In base ai dati AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), nel nostro Paese le forme più frequenti di leucemia sono la linfatica cronica (33,5 per cento del totale delle leucemie), la mieloide acuta (26,4 per cento), la mieloide cronica (14,1 per cento) e la linfatica acuta (9,5 per cento).

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