Alitalia araba, numeri e dolori

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Il governo frena sugli esuberi Alitalia, mentre cresce l’ansia per il destino dello scalo di Milano Malpensa. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ribadisce che le cifre circolate negli ultimi giorni non sono veritiere e i tagli stimati nell’ex compagni di bandiera per la fusione con Etihad sono “attorno a 2.400/2.500”. Secondo il governatore lombardo, Roberto Maroni, intervenuto a Radio 24, gli esuberi potrebbero raddoppiare nel caso venisse penalizzata Malpensa.

La discussione sui numeri verrà, però, approfondita la compagnia della Magliana e le parti “discuteranno il piano”. Su Alitalia, ha detto il ministro a margine di un convengo, “adesso parte il confronto, c’è una regia del ministro alle Infrastrutture Lupi, mentre il ministero del Lavoro è a disposizione per la parte che gli compete, ammortizzatori sociali e problemi relativi al lavoro”.

Sul successo dell’operazione resta l’incognita europea. Il portavoce del Commissario ai trasporti ha infatti ribadito che il controllo della compagnia deve restare all’interno dell’Ue e quindi – in questo caso – italiano: “La compagnia aerea non solo deve avere una proprietà maggioritaria da parte di interessi Ue, ma anche il suo controllo deve rimanere in mani Ue,” ha detto Helen Kearns, portavoce del commissario Ue ai trasporti, Siim Kallas, che è responsabile del dossier Alitalia: “La Commissione – ha aggiunto – potrebbe richiedere la documentazione rilevante per assicurarsi che le regole Ue siano state rispettate.”

Tornando alla questione del lavoro, per Poletti “è prevedibile e necessario un confronto tra le parti e quindi Alitalia dovrà incontrare i sindacati”. Sugli esuberi “ci sono numeri che sono quelli dichiarati pubblicamente, però bisognerà vedere la discussione di merito con i sindacati”. Il ministro, quindi aggiunge: “Ci sono situazioni diverse, c’è personale di volo e di terra, c’è una situazione precedente, c’era un piano legato ad Alitalia e c’è già un nucleo di persone con cassa integrazione a zero ore”.

Dunque “bisognerà riconsiderare tutta questa situazione. Non abbiamo idea – sottolinea Poletti – di quanto costi, c’è un fondo volo che è nelle disponibilità del ministero delle Infrastrutture. Bisogna capire come questa situazione si configurerà non essendoci ancora un accordo. Da quel che posso capire io c’è una valutazione attorno a 2.400/2.500 esuberi, almeno per quelle che sono le risultanze pubbliche, poi la discussione di merito ci sarà quando Alitalia e le parti discuteranno il piano”.

Le posizioni del ministro non tranquillizzano i sindacati, tutt’altro: “Come da copione il ministero del Lavoro spara numeri su esuberi Alitalia”, scrive su Twitter il segretario nazionale della Filt-Cgil, Mauro Rossi. Il sindacalista chiede “un confronto sul piano o saranno guai” e conclude: “No a licenziamenti nel trasporto aereo”.

Quanto invece al piano industriale, cresce l’ansia delle istituzioni – lombarde in particolare – per il destino di Milano Malpensa. L’intenzione manifesta degli emiri di Etihad è infatti quella di avere un unico hub nazionale di riferimento, ruolo affidato a Fiumicino. Per il capoluogo lombardo, invece, l’attenzione si concentra su Linate. E’ allora possibile che Malpensa, lo scalo che non è mai decollato, venga convertito solo sul traffico cargo.