Alitalia ridotta all’osso. La flotta avrà meno di 50 aerei. Si stringono i tempi per far ripartire la compagnia. Inevitabili i tagli. E resta l’incognita di Bruxelles

Alitalia
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Ancora italiana, ma piccolissima. La nuova Alitalia che cerca di avvicinarsi alla pista di decollo si prepara a una cura dimagrante mai vista prima. Considerano i ritardi accumulati e le previsioni non rosee sulla ripresa del traffico aereo, la newco Ita ha messo mano infatti al piano industriale, ridimensionando ulteriormente i numeri già dimezzati rispetto alla vecchia compagnia annunciati due mesi e mezzo fa. Basterà per non finire nell’ennesimo flop?

Molte le variabili, tra cui quella a cui sta lavorando a pieno ritmo il governo, in cerca di una soluzione che soddisfi l’Ue sul nodo della discontinuità. Un vertice tra i ministri coinvolti nel dossier è attesa prima dell’appuntamento di venerdì con la commissaria Ue per la concorrenza Margrethe Vestager. Negli ultimi aggiornamenti del piano industriale i numeri risultano ridotti rispetto a quelli illustrati il 18 dicembre dai vertici della newco Francesco Caio e Fabio Lazzerini: la flotta, inizialmente di 52 aerei, dovrebbe scendere a 45-48 aerei (l’asticella potrebbe fermarsi a 47) e di conseguenza, i 5.200-5.500 dipendenti previsti in un primo tempo dovrebbero scendere in un range tra 4.500 e poco più di 5 mila (dagli attuali 10.500).

Numeri che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero anche subire ulteriori riduzioni, tanto che circola l’ipotesi che si arrivi a 44 velivoli e circa 3 mila dipendenti. Viste le dimensioni ridotte, inoltre, si prevede che per l’avvio possano servire risorse pubbliche per circa 2 miliardi, mentre il resto dei complessivi 3 miliardi serviranno a completare il piano. L’aggiornamento del business plan è stato al centro di una riunione del Cda di Ita, che ricorda che a incidere sul processo di pianificazione, via via in completamento, sono tre fattori chiave: l’evoluzione del dialogo istituzionale, delle relative scadenze e delle implicazioni sulla struttura con cui Ita sarà autorizzata ad operare; l’aggiornamento delle proiezioni del traffico aereo atteso per i prossimi trimestri; le modalità e i tempi con cui Alitalia in amministrazione straordinaria gestirà la dismissione dei suoi asset.

IL VERTICE. Ita intanto punta a fare presto, in modo da non lasciarsi sfuggire la stagione estiva, con l’avvio della nuova compagnia almeno per maggio-giugno. Tutto dipende da quando arriverà il via libera dell’Ue, a partire dal quale, secondo gli addetti ai lavori, potrebbero servire un paio di mesi. Proprio in vista di quel momento, nel corso di un cda ieri è stato illustrato un primo schema di pianificazione a cui il management sta lavorando proprio per impostare l’avvio della fase operativa, una volta concluso il dialogo istituzionale, anche con le istituzioni eurounitarie, che ne determinerà tempi e modalità.

Il vero nodo sul tavolo ora è il modo con cui avverrà il passaggio degli asset dalla vecchia alla nuova compagnia. Su questo è focalizzata l’attenzione della Ue. Il governo sta cercando di stringere e dopo le due riunioni di sabato e di lunedì con il presidente del consiglio Draghi, i ministri coinvolti nel dossier (Daniele Franco del Mef, Giancarlo Giorgetti del Mise, Enrico Giovannini delle Infrastrutture e Andrea Orlando del Lavoro) potrebbero riaggiornarsi a breve, quasi sicuramente prima della call fissata con la commissaria Vestager.

L’ipotesi che al momento sembra più percorribile, anche perchè più rapida rispetto ai 4-5 mesi necessari per una gara, è la cessione della sola parte aviation con trattativa diretta oppure attraverso la cessione al Mef (e poi dal Mef a Ita). Gli altri asset, handling e manutenzione, prima della messa a gara insieme alla Loyalty, potrebbero all’inizio essere oggetto di contratti di servizio tra l’amministrazione straordinaria e Ita, garantendo allo stesso tempo un pò di ossigeno alla vecchia compagnia. Casse che ora sono quasi vuote e attendono ancora l’ok Ue all’ultima tranche dei ristori Covid.