Allarme contagio tra i senza tetto. Roma pensa anche a loro. Parla l’assessore alla Persona della Capitale, Mammì: “Già pronti 240 posti e altri 80 in dirittura d’arrivo”

di Davide Manlio Ruffolo
L'intervista Roma

“Non lasceremo nulla di insondato” per dare riparo ai clochard. Una necessità impellente per ridurre i rischi di contagio e far rispettare il decreto Io resto a casa a chi una casa non ce l’ha. Parola dell’assessore alla Persona, scuola e comunità solidale di Roma, Veronica Mammì.

Con la diffusione dell’epidemia di Covid-19, si sta presentando il problema dei senza fissa dimora che non hanno modo di rispettare il decreto “Io resto a casa”. Di quante persone parliamo in riferimento al solo territorio della Capitale?
“Parliamo di circa 8000 persone. Per questo stiamo mettendo in campo azioni straordinarie e ulteriori investimenti. Ogni anno investiamo già 15 milioni di euro nei servizi per i più fragili raggiungendo circa 2000 persone, ma bisogna considerare che molti rifiutano l’aiuto”.

Il Campidoglio ha potenziato i suoi centri di accoglienza, aumentati di 240 unità aperte h24. Può bastare o avete altre iniziative in programma?
“Sono in dirittura d’arrivo altri 80 posti h24. E continueremo a lavorare senza sosta per ampliare sempre di più l’accoglienza. Anche nelle mense sociali, che servono circa 40 mila pasti al mese, abbiamo introdotto misure di prevenzione e pranzi e cene ‘al sacco’ per scongiurare possibili assembramenti. Abbiamo anche aumentato i pasti a domicilio da 600 a 800 al giorno. E voglio ringraziare ogni singola persona che sta contribuendo, con impegno, serietà, senso di responsabilità e collaborazione. Roma ne è orgogliosa, nei giorni più difficili e sempre”.

Per via delle misure restrittive varate dal governo, molte associazioni sono state costrette a sospendere gran parte dei servizi di aiuto e di ascolto rivolti ai senza fissa dimora per mancanza dei dispositivi di sicurezza quali mascherine e guanti. State facendo qualcosa per aiutare i volontari a riprendere o a non interrompere le loro attività?
“È un problema purtroppo che riguarda tutta l’Italia. Siamo in costante coordinamento con la Protezione Civile e il Governo e confidiamo che l’arrivo degli strumenti si sblocchi quanto prima”.

In queste ore a Parigi il governo francese sta requisendo stanze di albergo per offrire una dimora sicura ai clochard. È una misura che potrebbe rendersi necessaria anche da noi oppure basteranno quelle che avete già programmato?
“Stiamo considerando ogni possibile strada, non vogliamo lasciare nulla di insondato. A tutti i Municipi che hanno ricevuto i fondi capitolini per il Piano Freddo abbiamo chiesto di trasformare i posti di accoglienza h15 in posti h24. Abbiamo anche fatto richiesta per le strutture dei servizi del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che potrebbero aumentare l’accoglienza fino a 500 nuovi posti. Il lavoro è costante e non ci fermeremo, su questo come su altre questioni essenziali per la città”.

Un’altra emergenza è quella legata alla perdita dei genitori da parte di persone affette da disabilità grave che rischiano di trovarsi senza un sostegno fondamentale per la loro vita. Come si sta muovendo il Campidoglio per aiutarli?
“Anche in questi giorni di emergenza, non stiamo dimenticando chi le difficoltà le vive ogni giorno. Con le linee guida per il ‘Dopo di noi’ appena approvate vogliamo contribuire a mettere in campo progetti personalizzati e multidimensionali, capaci di accompagnare i singoli lungo un ‘progetto di vita’ a medio-lungo termine. Vanno considerate non solo le esigenze che cambiano, ma anche le aspettative e i desideri. Condurremo questo percorso in rete e al fianco delle famiglie”.