Capodanno con allarme terrorismo in Italia. Le feste di piazza possono essere un obiettivo ad alto rischio, controlli rafforzati

dalla Redazione
Cronaca

Un Capodanno con l’allarme terrorismo. Dopo l’attentato di Berlino, che ha preso di mira i mercatini di Natale, in Italia l’allerta è ai massimi livelli anche perché il terrorista Anis Amri è stato ucciso proprio in territorio italiano. “Se prima una festa in piazza era considerata un soft target, un obiettivo a basso rischio, adesso è un hard target, un obiettivo a rischio più alto”, ha affermato il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir,) Giacomo Stucchi in un’intervista all’Huffington Post. Una conferma dell’elevata soglia di attenzione è arrivata anche nei giorni scorsi con l’invio di rinforzi sulle strade per i pattugliamenti ordinari, ma anche per controlli eccezionali durante le festività.

In alcune piazze le amministrazioni, come a Torino, stanno provvedendo a installare delle apposite barriere “anti-camion” per evitare azioni come quelle avvenute a Nizza e Berlino. Misure di sicurezza eccezionali sono state studiate anche a Potenza, dove si terrà il concerto del 31 dicembre in diretta televisiva sulla Rai. Secondo quanto si apprende, tra il pubblico saranno presenti decine di agenti in borghese per controllare eventuali comportamenti sospetti, in modo di intervenire in maniera rapida qualora ce ne fosse la necessitò.

A Napoli, poi, saranno circa 700 gli agenti impiegati contro la minaccia del terrorismo. Una condizione comune a tante altre città. Leggermente diversa la situazione a Roma: la cancellazione del tradizionale concerto, per problemi organizzativi, ha privato la Capitale di un evento di particolare attrazione per la folla. D’altra la città è sempre sotto stretta sorveglianza: i luoghi sensibili sono numerosi. infine, già nei giorni scorsi, poi, i vertici dell’Aeronautica hanno deciso di armare alcuni velivoli solitamente usati per i soccorsi.

Tuttavia il numero uno del Copasir Stucchi ha voluto fare delle distinzioni rispetto alla sicurezza delle singole manifestazioni: “Per una processione in paese, bastano i carabinieri del posto. Per un concerto, le cose cambiano. Le autorizzazioni verranno vagliate caso per caso e i controlli saranno capillari. Quello che bisogna spiegare alla gente è che più collaborerà, più bassa sarà la soglia di pericolo. Faremo tutto il necessario ma senza esagerare, coi piedi per terra. Diffondere il panico non aiuta nessuno”.