Alleluia, la Cei svolta: la pedofilia sarà denunciata. Nelle nuove linee guida dettate dai Vescovi l’obbligo di contrastare sempre gli abusi

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Se non è una rivoluzione copernicana, è sicuramente un importante passo in avanti in ambito civile. La Comunità Episcopale Italiana, infatti, ha introdotto l’obbligo di denuncia nelle nuove linee guida sulle tutela dei minori. Lo ha annunciato monsignor Lorenzo Ghizzoni, responsabile della Commissione Cei per la tutela dei minori durante la conferenza stampa a conclusione dell’Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana. È la più importante novità contenuta nelle linee guida sulla tutela dei minori approvate dall’Assemblea. Un “grande passo avanti”, lo ha definito lo stesso Ghizzoni.

Non solo. La 73esima Assemblea generale della Cei ha inoltre preso atto che l’8×1000 dell’Irpef alla Chiesa cattolica per il 2019 è tornato a superare il miliardo di euro, dopo che l’anno scorso la somma ammontava a 997 milioni. Per quanto riguarda la tutela dei minori, nel comunicato finale si legge che questa si basa su alcuni principi, a cominciare dalla “collaborazione con l’autorità civile nella ricerca della verità e nel ristabilimento della giustizia”. Infine, “la scelta della trasparenza, sostenuta attraverso un’informazione corretta, attenta a evitare strumentalizzazioni e parzialità” e “l’individuazione di strutture e servizi a livello nazionale, inter-diocesano e locale, finalizzati a promuovere la prevenzione grazie all’apporto di competenze”. Come ha spiegato Ghizzoni, la collaborazione con l’autorità civile si traduce nell’obbligo di denuncia se si confermi una “verosimiglianza” delle accuse di pedofilia.

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di Gaetano Pedullà

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