All’ospedale di Nola malati curati a terra. Arrivano Nas e ispettori ministeriali, ma il direttore replica: “Mancano le barelle. Meglio così che niente”

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All’ospedale di Nola l’anno non è iniziato nel migliore dei modi. Soprattutto per i pazienti in cerca di cure. Che, loro malgrado, non hanno trovato barelle disponibili. E così eccoli ricevere cure per terra. Una signora è distesa su un plaid, al suo fianco c’è un addetto sanitario, apparentemente un operatore del 118. A pochissima distanza un’altra paziente, girata su un fianco, in tuta sportiva. Intorno macchinari sanitari, si intravede un altro paziente questa volta su una barella.

L’immagine è immediatamente rimbalzata sui social network e poi è stata rilanciata dal deputato di Forza Italia Paolo Russo: “Altro che De Luca commissario alla Sanità – dice – mi interessa che prima di ogni manfrina politica si restituisca dignità ai miei concittadini”. E ora, in mattinata, sono arrivati anche i carabinieri del Nas, inviati dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il governo ha annunciato anche l’invio degli ispettori: “È una situazione intollerabile e scandalosa” ha detto Gioacchino Alfano, sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale del Nuovo Centrodestra in Campania.  Un’indagine interna è stata aperta anche dalla Regione Campania su input del presidente Vincenzo De Luca.

Ma dai vertici dell’ospedale non fanno un plissé: “Abbiamo preferito curare le persone a terra piuttosto che non dare loro assistenza – dichiara Andrea De Stefano, direttore sanitario del Santa Maria della Pietà – In ospedale abbiamo 15 barelle, 10 delle quali al pronto soccorso, e sabato ne abbiamo ‘sequestrate’ due alle autoambulanze per far fronte all’emergenza venutasi a creare”. In effetti la questione dei posti-letto e degli ospedali è tra le più delicate in Campania, una sfida per lo stesso governatore De Luca che da poche settimane ha ottenuto di ricoprire il ruolo di commissario per la sanità per la Regione. “De Luca – attacca il forzista Russo – aveva promesso che non saremmo mai più stati ultimi, ci ha ridotti all’indigenza”. Russo chiede al ministro Lorenzin di restituire “il diritto alla salute a un’area che conta 600 mila abitanti”.