Alluvione Parma, l’allarme fu ignorato

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dalla Redazione

Il comune di Parma ora finisce nell’occhio del ciclone per il maltempo. Perché l’allarme sarebbe arrivato due giorni prima della tempesta, ma sarebbe stato ignorato. L’allerta sarebbe giunta all’attenzione del comune di Parma l’11 ottobre, due giorni prima dell’alluvione. Ma ignorata e protocollato con ritardo e causa quindi anche di 100 milioni di euro di danni e un’indagine della procura per disastro colposo. E’ Il Corriere della Sera che oggi ha pubblicato il fax inviato dalla Prefettura di Parma agli “enti di sistema di Protezione civile della Provincia” due giorni prima dell’esondazione del torrente Baganza. Per essere precisi sabato 11 ottobre alle ore 13:49. Troppo tardi quando al comune già si pregustava la pausa del fine settimana. Eppure si trattava di “un’allerta di tipo 1, che prevede cioè la possibilità di pericoli per la popolazione civile e danni alle abitazioni e che impone al sindaco di informare i cittadini”. Quel giorno il sindaco a Cinque Stelle, Federico Pizzarotti, però non era nemmeno in città visto che era impegnato a Roma alla kermesse del Movimento al Circo Massimo. Restano però altre questioni da sciogliere e domande che hanno ricevuto soltanto risposte parziali e sbagliate. Nicola Dall’Olio del Pd aveva attaccato il sindaco perché il 13 ottobre l’allerta per l’attivazione della fase di preallarme per la piena del torrente Baganza fu comunicata dalla Protezione civile alle 14, ma nessuno in Comune fece nulla. Pizzarotti aveva replicato affermando che “il messaggio arrivò alle 14.57 ed era l’attivazione della fase di preallarme”. Il documento pubblicato oggi dal Corriere però dimostrerebbe il contrario.