E’ di nuovo alta tensione nella Capitale per l’assegnazione di un alloggio a una famiglia di nomadi. A Casal Bruciato protesta dei residente insieme a Casapound e FdI

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Ancora tensioni nelle periferie di Roma. A Casal Bruciato, è in corso da ore la protesta di alcuni cittadini per l’assegnazione di una casa popolare in via Satta a una famiglia rom di 14 persone. “Da quanto ci risulta in zona Casal Bruciato, via Satta n. 20, l’amministrazione 5 Stelle avrebbe assegnato un nuovo alloggio popolare a una famiglia rom. Si tratterebbe di 14 persone, provenienti dal campo La Barbuta, che andrebbero ad abitare tutti insieme nello stesso appartamento”, afferma in una nota Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio e candidato alle elezioni europee nel collegio Italia-Centro.

“Sempre in queste ore – aggiunge Ghera – analoga situazione è accaduta in via Schopenhauer n.66 dove un’altra famiglia rom ha ottenuto una casa popolare, e stranamente con una domanda fatta nel 2018 e se ciò risultasse vero significa che avrebbe saltato le graduatorie. Dopo via Facchinetti, nel IV Municipio spuntano assegnazioni ai nomadi di dubbia legittimità. Ma la sindaca non aveva promesso che avrebbe chiuso tutti gli insediamenti? Da Casal Bruciato a Casal De Pazzi la Raggi continua a dare case ai rom. Una vergogna, uno schiaffo a tutte quelle famiglie italiane senza un tetto”. Alla protesta partecipa anche Casapound.

“Anche stavolta non molleremo di un millimetro, fianco a fianco con i cittadini, finché l’appartamento non verrà restituito a chi ne ha diritto per primo e da prima, ossia le famiglie romane”, assicura Davide Di Stefano, responsabile romano di CasaPound. Sulla vicenda è intervenuto anche Stefano Pedica del Pd: “Roma non è la città dell’odio. Se qualche fascista pensa di poter strumentalizzare i problemi delle periferie e di chi non ha una casa per ottenere un po’ di visibilità si sbaglia di grosso. Le periferie romane non possono diventare una polveriera. Raggi, se davvero vuole risolvere il problema dei rom, lo faccia in maniera seria, cercando di evitare ulteriori tensioni in quartieri dove il disagio è già alle stelle”.