Altro che aumento delle pensioni: nel Def il Governo vuole colpire la reversibilità

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Altro che aumento delle pensioni minime, il Governo pensa un intervento sulle pensioni di reversibilità. Che possono essere incluse come prestazioni assistenziali. Nel Documento di economia e finanza (Def) è pronta una novità per ridurre la spesa attraverso il conteggio sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee). Riservando una possibile brutta sorpresa. La conferma è arrivata dal presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano (Pd). In questo modo vengono smentite le promesse fatte dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.

“Sappiamo che la redazione del Def predisposto dal Governo subisce continue variazioni. E quindi aspettiamo di vedere il testo finale”, ha affermato Damiano. Dunque, la decisione non è definitiva. Ma l’intenzione di modificare il meccanismo dell’assegnazione delle pensioni di reversibilità. Secondo il testo del Def la novità “razionalizza le prestazioni di natura assistenziale e quelle di natura previdenziale introducendo il principio di universalismo selettivo, e si pone l’obiettivo di superare la frammentarietà delle misure esistenti”.

Cosa cambia con le pensioni di reversibilità
Agganciando il conteggio all’Isee, in molti casi potrebbe verificarsi la cancellazione dell’assegno. Ecco un esempio pratico: se una donna, rimasta vedova, riceve in eredità una casa e delle azioni in Borsa (o anche dei buoni del Tesoro) potrebbe perdere il beneficio a fine mese. Certo, l’aspetto più importante è quello di comprendere dove sarà fissato il tetto dell’indicatore. Ma i sindacati hanno già drizzato le antenne per far sentire la propria voce.