Altro che lettura ideologica. Ecco perché il Mes è una truffa. Parla il deputato Romaniello: “I 5S da sempre contrari. Le condizionalità di cui parla il Pd non sono scomparse”

di Carmine Gazzanni
L'intervista

Fa un po’ sorridere che il Movimento cinque stelle, nato proprio per superare le ideologie, finisca secondo alcuni col cadere in una lettura ideologica del Fondo Salva-Stati. E infatti, spiega Cristian Romaniello, deputato del Movimento cinque stelle in commissione Affari esteri, “noi abbiamo ampiamente motivato la nostra posizione, non da oggi e non in senso ideologico. Come M5S siamo contrari al MES e riteniamo che anche la linea di assistenza ‘sanitaria’ proposta durante l’emergenza sia inadeguata”.

Chiaro, conciso, lapidario. Romaniello, d’altronde, nonostante sia alla prima legislatura, è un parlamentare decisamente preparato sul tema. E risponde punto su punto a chi ritiene che i pentastellati avanzino solo per slogan o, come ha detto il segretario dem Nicola Zingaretti qualche giorno fa, con una “danza immobile delle parole”. “La verità – spiega Romaniello – è che i trattati fondativi (il TFUE e il Trattato intergovernativo sul MES) non sono cambiati e non è cambiato nemmeno il regolamento 472/2013 (il “Two Pack”). Se si approfondisce bene la questione alla fonte, emerge chiaramente che le condizionalità non sono scomparse”.

L’ex ministro dell’Economia e oggi parlamentare dem, Pier Carlo Padoan, le ha definite, però, “irrisorie”…
È vero che non ci sono condizionalità all’accesso, se non quella di spendere i 36 miliardi nel settore sanitario, ma è falso che le condizionalità siano scomparse una volta per tutte. L’articolo 14 comma 6 del Trattato Mes è chiarissimo. Il consiglio di amministrazione del Mes può cambiare la prima linea di credito in una seconda, con la possibilità di inserire a quel punto anche un piano di aggiustamento macroeconomico.

Perché ritiene che l’articolo 14 del Trattato Ue nasconda a prescindere un’insidia per il nostro Paese?
Perché contestualizzo l’ipotetico ricorso al Mes nel periodo storico in cui ci troviamo. Nel 2020 il rapporto debito/Pil italiano, a causa dell’emergenza sanitaria ed economica, salirà ben oltre il 150%. Una volta entrati nel Mes scatterà un monitoraggio sulla sostenibilità del nostro debito.

E a quel punto cosa potrebbe accadere?
È possibile che, una volta esploso il debito pubblico, il consiglio di amministrazione del Mes assumerà la decisione di inserire condizionalità macro per assicurarsi la restituzione del prestito. Ricordo di passaggio che il Paese Italia non è mai andato in insolvenza sovrana.

Scusi, però effettivamente è vero che il ricorso al Fondo Salva-Stati – cito Zingaretti – può “migliorare la qualità dell’assistenza e della cura delle persone” e “dare un concreto impulso alla ripresa economica”. O no?
Ogni strumento di finanziamento può farlo. Con il decreto Cura Italia e il decreto Rilancio abbiamo chiesto al mercato 80 miliardi di euro di prestiti. Solo a maggio ne abbiamo raccolti 68, quasi il doppio di quanto il Mes ci presterebbe in 7 rate mensili, quindi in un tempo molto maggiore rispetto ad altri strumenti. La Bce ha da poco raddoppiato il suo piano di acquisti di titoli di Stato, portandolo a 1.350 miliardi, mentre il Recovery Fund partirà nel 2021. Il MES ci serve davvero? Non dimentichiamo che il nostro mezzo di finanziamento principale resta il BTP, Il MES è un prestito senior, cioè, ha priorità di rimborso.

Cosa vuol dire questo?
Se chiedessimo un prestito all’ESM, i mercati assumeranno che i nostri titoli sono più a rischio e i rendimenti salirebbero. Il rischio mi sembra piuttosto importante.

A questo punto, però, la domanda resta: si è fatto un’idea del perché, in Italia e all’estero, tutti al di fuori del Movimento, sono convinti della necessità di attivare il Mes?
All’estero non mi pare di osservare questa prospettiva. L’unico Paese che ne sta discutendo è Cipro. Altrove, il ricorso al Mes non è in agenda.

In Italia sì, ogni giorno praticamente.
In Italia il dibattito è, talvolta, caratterizzato da posizioni ideologiche e comprendo le posizioni sovranazionali. Anche noi siamo europeisti convinti, ma tendiamo a distinguere caso per caso perché la nostra bussola rimane l’interesse nazionale. Se posso, aggiungo una domanda.

Prego.
Perché un creditore insiste così tanto per dare un prestito a qualcuno che non lo chiede? A Lei è mai capitato?
Colpito e affondato.