Altro che piano aeroporti. L’estero si sta pappando tutti i nostri scali. Nel frattempo la regione Sardegna mette in vendita Alghero. E il banchetto è apparecchiato

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di Stefano Sansonetti

Non c’è niente da fare, gli aeroporti italiani sono sempre più in vendita. Proprio mentre alla Camera arriva l’ormai famoso piano di individuazione degli scali di interesse nazionale, passato per le mani degli ultimi tre ministri delle infrastrutture Corrado Passera, Maurizio Lupi e Graziano Delrio, l’ultimo a finire sul mercato è l’aeroporto di Alghero. Nei giorni scorsi è stato messo nero su bianco un avviso con cui comincia il processo per collocare il 71,2% del capitale della Sogeaal, la società di gestione dello scalo. A vendere è la regione Sardegna, che controlla la società sia direttamente (con l’80%), sia indirettamente (con il 20% detenuto dalla finanziaria regionale Sfirs). Ma il percorso non sarà semplice per la regione guidata da Francesco Pigliaru (centrosinistra). E soprattutto, come successo per molti altri scali italiani, all’orizzonte potrebbe stagliarsi il profilo dell’ennesimo investitore estero.

LE CIFRE
Per il 71,2% dall’aeroporto di Alghero la regione punta a raggranellare almeno 9,5 milioni di euro. Le risposte alla procedura di selezione dovranno arrivare entro il 16 luglio. Ma chi può essere interessato allo scalo sardo, che il piano aeroporti ha inserito nella lista dei 37 considerati di interesse nazionale? Qui alcune suggestioni portano a lanciare un’occhiata a costa sta succedendo dalle parti di Meridiana, la compagnia aerea dell’Aga Kahn entrata nel mirino dalla Qatar Airways, compagnia di bandiera dell’omonimo emirato. Si dà il caso che Meridiana con il 79,8% del capitale controlli la Geasar, la società che gestisce un altro aeroporto sardo, quello di Olbia. E’ almeno dal 2006 che in Sardegna provano a unire Sogeaal e Geasar. Se Qatar Airways riuscisse a rilevare Meridiana, di fatto si troverebbe in mano anche l’aeroporto di Olbia. E a quel punto potrebbe inglobare anche Alghero. Come detto al momento si tratta di suggestioni, che però potrebbero inserirsi nella scia di operazioni concrete che finora hanno portato l’estero a “papparsi” numerosi scali. Si pensi a Toscana Aeroporti, che proprio dal 1° giugno è attiva dalla fusione tra Adf (scalo di Firenze) e Sat (Pisa). Con il 51,1% del capitale il primo azionista di Toscana Aeroporti è Corporacion America, il gruppo guidato dal magnate argentino (di origine armene) Eduardo Eurnekian. Non più di qualche mese fa, invece, è stata annunciata l’operazione con la quale il duo francese Ardian-Credit Agricole Assurances salirà al 49% di F2i aeroporti. Si tratta del “polo” aeroportuale fin qui controllato in toto da F2i, il fondo infrastrutturale che fa capo alla pubblica Cassa Depositi e Prestiti, a Intesa Sanpaolo, Unicredit e a un drappello di fondazioni bancarie. F2i Aeroporti ha in pancia il 70% di Gesac (scalo di Napoli), il 54,5% di Sagat (scalo di Torino) e il 35,7% di Sea (aeroporti milanesi di Linate e Malpensa).

OBIETTIVO CAPITALE
E che di dire di Adr, la società dei Benetton che gestisce gli aeroporti romani di Fiumicino e Ciampino? In questo caso l’intenzione è di cederne una quota del 30%. In pole ci sarebbero gli arabi di Adia (Abu Dhabi Investment Authority), che si inserirebbero nella partita Alitalia-Etihad (quest’ultima compagnia ha sede proprio ad Abu Dhabi). Ma in lizza ci sarebbero anche Wren House (fondo del Kuwait) e Ifm (fondo australiano). Infine il caso Save, società di gestione degli aeroporti di Venezia e Treviso. La società, nel cui Cda siede l’ex ambasciatore americano a Roma Ronald Spogli, è controllata dalla Finint di Enrico Marchi e Andrea de Vivo. E nel suo capitale, con il 16,3%, c’e il fondo americano Amber, guidato dal finanziare francese Joseph Oughourlian (anche lui di origine armene). E’ appena il caso di far notare che tutti questi aeroporti sono nella lista dei 37 che il piano del Governo considera di interesse nazionale. Di più, perché Milano Malpensa, Venezia, Firenze, Roma Fiumicino e Napoli sono pure nella lista degli 11 considerati di rilevanza stratgica. Nel frattempo il banchetto per gli investitoti esteri è apparecchiato.

Twitter: @SSansonetti

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