Altro sacco del Pd, Gualtieri si intesta la Casa delle tecnologie emergenti

Gualtieri inaugura l'incubatrice di startup e parla di un grande risultato ma omette che la realizzazione arriva grazie a Virginia Raggi

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Si può riassumere con un vecchio adagio popolare quello che, ormai da sette mesi, va in scena al Campidoglio ossia un sistematico sacco delle iniziative della precedente Amministrazione.

GUALTIERI PRESENTA IL PIANO DI PULIZIA STRAORDINARIA

Gualtieri si intesta la Casa delle tecnologie emergenti di Roma. Ma era un progetto della Raggi

L’ultimo episodio riguarda l’inaugurazione della Casa delle tecnologie emergenti di Roma, nata grazie al finanziamento da complessivi 6 milioni di euro arrivato dal Ministero dello Sviluppo Economico e da privati, che renderà la Capitale più smart con la creazione di una sorta di incubatore di startup. Una ventata d’aria fresca che non può che far piacere perché apre nuove prospettive per la città che sconta un ritardo tecnologico rispetto alle altre capitali d’Europa.

Insomma un progetto meritevole, all’interno della stazione Tiburtina, che è stato annunciato dall’Amministrazione Pd in pompa magna con tanto di taglio del nastro da parte del sindaco, Roberto Gualtieri, che ha parlato di un grande risultato per poi sottolineare come il progetto “è un incubatore ed un acceleratore di imprese, un luogo per il trasferimento tecnologico legato alle nuove tecnologie a partire dal 5G, dove i giovani possono sviluppare le proprie idee, entrare in collegamento con le imprese e con l’università e collegarsi ad altri luoghi della città che vuole diventare sempre più innovativa, per crescere, creare occupazione ed attrarre talenti”.

Tutto giusto se non fosse che il primo cittadino ha omesso di dire che la realizzazione dell’opera non è tutta farina del suo sacco, anzi è stata realizzata grazie all’impegno e la programmazione, iniziata nel lontano 2019, da parte dell’allora sindaca Virginia Raggi.

A spiegare come stiano davvero le cose è il vicepresidente M5S della commissione Ambiente e consigliere capitolino, Daniele Diaco, che non le ha mandate a dire. Con un lungo post su Facebook il pentastellato – e con non poca ironia – ha definito “Gualtieri Mani di Forbice” che “non fa altro che tagliare i nastri degli altri!”.

“La Casa delle tecnologie emergenti”, si legge nel post, “è un progetto dell’Amministrazione Raggi a sostegno delle startup nostrane” qualcosa che “la nostra Sindaca aveva annunciato almeno da agosto 2019”. “Ma Gualtieri si è presentato all’inaugurazione, privo di vergogna e senza il minimo riferimento a chi quella Casa l’aveva pensata e realizzata, ha sforbiciato l’ennesimo nastro senza aver fatto nulla”.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 16:06
Seguici su Facebook, Instagram e Telegram