Soldi chiamano soldi. Lo sanno bene gli uomini della Camorra, quelli della ndrangheta e diversi imprenditori che, pur di gestire il ricco business dei prodotti petroliferi, hanno messo da parte rivalitร , malumori e paure, per dare vita a una gigantesca alleanza che ieri ha portato allโesecuzione di 71 misure cautelari, di cui 56 agli arresti e 15 fermi, oltre al sequestro di un miliardo di euro in tutta Italia. Nome di spicco dellโindagine รจ quello di Anna Bettozzi, in arte Ana Bettz, ossia la cantante e vedova del petroliere Sergio Di Cesare a cui i magistrati contestano lโaccusa di aver evaso Iva, accise e Ires, per oltre 185 milioni di euro.
Ana Bettz, le accuse: gli affari con la camorra e i soldi in nero a Gabriel Garko
Si tratta di un vasto sistema di frode che รจ stato portato alla luce dal lavoro di quattro Procure, ossia Catanzaro, Napoli, Reggio Calabria e Roma, che ha svelato quella che gli investigatori hanno definito una โgigantesca convergenza di strutture e pianificazioni mafiose originariamente diverse nel business della illecita commercializzazione di carburanti e del riciclaggio diย centinaia di milioni di euro in societร petrolifere intestate a soggetti insospettabiliโ. Al centro dellโinchiesta cโรจ la societร petrolifera Max Petroli โ ora Made Petrol Italia Srl โ della famiglia Bettozzi.
Proprio lโereditiera, secondo i pm, aveva messo in piedi unโassociazione a delinquere operante nel settore petrolifero per aggirare il Fisco in quanto voleva risolvere la crisi economica che da tempo aveva messo in ginocchio la sua societร . Disposta a tutto, la donna si รจ rivolta ai clan della Camorra con cui stringeva un patto grazie al quale otteneva iniezioni di liquiditร con cui non solo risollevava lโimpresa ma ne aumentava il volume dโaffari, da 9 milioni a ben 370 milioni di euro, in soli tre anni.
Che la donna fosse piรน che consapevole di chi erano i suoi soci lo si capisce dallโordinanza firmata dal gip. In unโintercettazione finita agli atti la Bettozzi, senza alcuna premura, afferma: โAh Piรฉ, io dietro cโho la Camorra!โ. Rapporti tuttโaltro che semplici tanto che dalle carte emerge che al socio Alberto Coppola, il 14 febbraio 2018, rivela il suo disappunto per come vengono gestiti
gli affari dai clan. In quel periodo i bonifici arrivano col contagocce e cosรฌ la Bettozzi spiega: โAlberto comunque non eฬ il mio sistema di lavoroโฆ di lavorare un sacco di bugie. Cioeฬ questi
mi prendono in giro e mi dicono un sacco di palle. Non voglio lavorare piรน con loro, sono pazzi e irresponsabili. Non gliene frega nienteโ.
I soldi, Gabriel Garko, la camorra e la ‘ndrangheta
Del resto la donna, come ci tiene a sottolineare, ha uno stile ben diverso. In quanto โho avuto soci che si chiamano Tronchetti Provera e Silvio Berlusconiโ. (entrambi estranei allโinchiesta, ndr).
Ma dalle oltre 600 pagine dellโordinanza spunta anche il nome dellโattore Gabriel Garko, il quale non risulta indagato, a cui la donna fa arrivare del denaro per girare il โnuovo spot della Made Petrolโ. Dalle intercettazioni โemerge la stipula di un contratto per la realizzazione di uno spot pubblicitario tra Bettozzi e Garko in cui parte del corrispettivo pattuito, pari a 150mila euro, eฬ stato versato in denaro contanteโ.
A raccontarlo in unโintercettazione รจ lโattore che si lamenta: โSi era parlato del contratto in un certo modo, poi a me arriva un contratto fatto in un altroโ. La Bettz lo tranquillizza: โNo, Gabrlel no. (…) Scusa, noi abbiamo stabilito 250, 50 te li ho giร dati e rimangono 200โ. Ma Garko insiste e chiarisce dove sta il problema: โ100 in nero e 100 fatturato. Sul contratto va messo solo il fatturato!โ. La donna capisce e chiede: โVa messo solo 100?โ. E lโattore, finalmente soddisfatto, esulta: โE certo!โ.