È ancora notte fonda per l’industria del mattone. In nove anni il valore degli immobili è sceso in media del 17,2% specie per l’usato

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L’investimento nel mattone continua a dare poche soddisfazioni, almeno sul mercato italiano che non si è ripreso da una crisi lunga ormai nove anni. A fare il punto è l’Istat, secondo cui i prezzi delle case non hanno smesso di scendere anche nel primo trimestre di quest’anno, quello che molti si auguravano di svolta. Siamo invece di fronte a una nuova contrazione dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti del primo trimestre 2018 (ed era -0,5% nel quarto trimestre 2018).

Ad andare male sono i prezzi delle abitazioni esistenti, che registrano un -1,3% (era -0,7% nel trimestre precedente), mentre i prezzi delle abitazioni nuove aumentano dell’1,7% mostrando un’accelerazione rispetto al +0,6% del quarto trimestre 2018. Una magra consolazione, perché se si guarda il decennio il trend negativo del mercato nel suo complesso è consolidato.

Rispetto alla media del 2010 (primo anno per il quale è disponibile la relativa serie storica), i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 17,2% (le abitazioni esistenti -23,7%, quelle nuove +0,8%). Il mercato immobiliare italiano è l’unico che soffre in Europa, ha detto il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa. E in molte zone d’Italia le cose vanno persino peggio, con diminuzioni di prezzo superiori o persino azzerati per effetto dell’assenza di compratori disposti ad acquistare. Di qui la richiesta di diminuire le tasse sulla casa, anche per far ripartire tutta l’economia legata all’edilizia.

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di Gaetano Pedullà

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