Ancora stragi di bambini. Ma la pace in Ucraina fa un passo avanti. Kiev spera in un accordo entro dieci giorni. Mariupol, Chernihiv e Kharkiv stremate dalle bombe

Zelensky
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Alla pace gli ucraini cominciano a crederci. Per il capo negoziatore di Kiev, Mikhailo Podolyak, si può arrivare a un accordo con la Russia entro dieci giorni. Anche ieri però in Ucraina (qui tutti gli articoli sul conflitto) sono proseguite le stragi, altri civili sono caduti sotto i colpi dell’Armata rossa e a perdere la vita è stato anche un cittadino americano.

Per il capo negoziatore dell’Ucraina, Mikhailo Podolyak, si può arrivare a un accordo con la Russia entro dieci giorni

Come sta avvenendo dall’inizio dell’invasione, che ha reso l’iniziativa di Mosca una guerra sporca, ieri il prezzo più alto è stato nuovamente pagato dai civili. Mariupol è praticamente distrutta e si teme che in città vi siano state fino a ventimila vittime. Soltanto 30mila persone sono riuscite a fuggire e oltre 350mila restano sotto assedio, senza acqua ed elettricità. Ieri inoltre nel nordest, a Chernihiv, è stata sterminata anche una famiglia con tre bambini, e Kharkiv è stata state bersagliata da nuove raffiche di bombe e colpi di mortaio, che hanno provocato decine di morti tra i residenti. Tutti attacchi che il G7 ha condannato, assicurando che “gli autori di crimini di guerra ne risponderanno”.

Prosegue poi l’offensiva su Kiev, con pesanti bombardamenti intorno alla capitale, e il leader ceceno Ramzan Kadyrov è tornato ad annunciare che “migliaia” di suoi miliziani sono partiti per l’Ucraina. Ai confini russi nel frattempo si stanno concentrando centinaia di mercenari siriani e a Kiev si teme anche un intervento della Bielorussia.

L’Ucraina confida in un accordo di pace entro dieci giorni. Un’intesa a cui, per Ankara, dovrebbero fare da garanti diversi Paesi, tra cui i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la stessa Turchia e la Germania. E il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato a parlare al telefono con Vladimir Putin, mentre il punto sulle trattative sarà fatto anche in una conversazione telefonica in programma oggi tra il presidente americano Joe Biden e quello cinese Xi Jinping.

Il possibile ruolo di Pechino, che ha ottimi rapporti di cooperazione sia con la Russia che con l’Ucraina, è ritenuto fondamentale. A parte gli auspici, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di negoziati ancora “abbastanza difficili” e il ministro degli esteri Dmytro Kuleba ha ammesso che la delegazione del suo Paese e quella della Russia sono ancora “lontane” da un accordo.

“Tutti cerchiamo la pace, ma purtroppo il presidente Putin non vuole la pace”, ha affermato anche il premier Mario Draghi. Il capo negoziatore ucraino ha specificato intanto che l’accordo non dovrà essere “un nuovo Memorandum di Budapest”, ricordando il documento firmato nel 1994 con il quale l’Ucraina rinunciava al suo arsenale nucleare, eredità dell’era sovietica, controfirmato da Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti, che si impegnavano a rispettare la sovranità di Kiev e ad astenersi dall’uso della forza contro di essa. L’invasione, ha sottolineato Podolyak, ha fatto saltare in aria i ponti, e se anche se un accordo di pace sarà raggiunto l’Ucraina creerà un “confine forte” e tratterà “la Russia con la freddezza che merita un Paese che ha invaso la nostra casa per ucciderci”.

Occorre comunque cercare una soluzione diplomatica per porre fine al massacro. Lo ha ribadito pure il capo della Farnesina, il pentastellato Luigi Di Maio, in una conversazione telefonica con il suo omologo ucraino Kuleba. “Per questo – ha aggiunto il ministro degli esteri italiano – continueremo a parlare con attori terzi, come Turchia, Cina, Israele, che possano facilitare una mediazione”. Ogni giorno che passa aumentano le vittime.