Appalti di Stato, è guerra. Cantone mette fuori gioco la società dei minicomuni per gestire le forniture. Così la Consip gode

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di Stefano Sansonetti

Una guerra sotterranea per mettere le mani sulla strategica gestione degli appalti pubblici. Del resto quando si ha a che fare con procedure che mettono in palio decine di miliardi di euro nessuno lesina dispetti. E si entra in una selva oscura fatta anche di interpretazioni discordanti del Codice degli appalti. In questa circostanza, di sicuro, il presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, ha avuto i suoi bei grattacapi. Con una delibera pubblicata qualche giorno fa, infatti, l’Authority ha di fatto messo fuori gioco Asmel scarl, una società consortile che ambiva a fare concorrenza alle più grandi centrali di committenza italiane. La società, del resto, ha come socio forte l’associazione Asmel, dietro la quale ci sono 1.860 enti locali associati, di cui 1.828 piccoli comuni. Insomma, Asmel scarl avrebbe voluto diventare il gestore dei loro appalti, complice una norma del decreto Salva Italia che impone ai comuni con meno di 5 mila abitanti di affidarsi a un’unica centrale di committenza, ove esistente, oppure di costituire un accordo consortile. Fumo negli occhi per grosse stazioni appaltanti come la Consip, controllata dal Tesoro oggi guidato da Pier Carlo Padoan, o Intercent ed Estav, centrali regionali rispettivamente di Emilia Romagna e Toscana.

IL BATTIBECCO
Le mosse della società, però, danno subito nell’occhio. Così a maggio del 2013 parte un primo esposto all’Authority da parte dell’Anacap (Associazione nazionale aziende concessionarie servizi entrate enti locali), a cui si accodano anche i costruttori dell’Ance e Confindustria Cuneo. Le contestazioni riguardano una gara bandita da Asmel scarl per le attività di accertamento di tributi locali. Ma si tratta solo di un gancio per puntare l’indice su quelli che i ricorrenti ritengono i “vizi” di Asmel: la non perfetta configurabilità come organismi di diritto pubblico dei suoi azionisti e l’operatività territoriale sostanzialmente illimitata della società. Al di là di chi ha formalmente proposto il ricorso, contro l’operatività di Asmel scarl naturalmente si pongono proprio le stesse Consip, Intercent, Estav e via dicendo, ovvero le grosse stazioni appaltanti che con la spending review sanno di poter gestire un numero incredibilmente crescente di appalti e guardano con sospetto l’emergere di realtà concorrenti. E’ infatti appena il caso di ricordare che uno degli obiettivi più ambiziosi del dl Competitività, varato dal governo guidato da Matteo Renzi, è la riduzione delle stazioni appaltanti da più di 32 mila a non più di 35. Misura che, in un paese di dilagante corruzione, può costituire un argine. Sta di fatto che dopo una complessa istruttoria l’Autorità di Cantone ha dato ragione ai ricorrenti.

LA DECISIONE
Innanzitutto l’Autorità ricorda che ad Asmel scarl mancano due caratteristiche recentemente fissate da un dpcm per poter essere iscritti all’elenco dei “soggetti aggregatori” (in pratica le centrali uniche appaltanti): aver pubblicato bandi di valore superiore ai 200 milioni nel precedente triennio ed essere stati creati su iniziativa di enti locali. Nel caso di Asmel, dice l’Autorità, “la partecipazione degli enti locali è solo indiretta, in quanto si realizza attraverso l’adesione all’associazione Asmel”. Inoltre dietro Asmel, per il tramite del consorzio Asmez, accanto a enti locali ci sono società private che inficiano l’inquadramento pubblicistico dell’associazione azionista. Per questo, conclude la delibera firmata da Cantone, “la società consortile Asmel non può essere inclusa tra i soggetti aggregatori, né può considerarsi legittimata a espletare attività di intermediazione negli acquisti pubblici, senza alcun limite territoriale definito”. Conseguentemente “sono prive di presupposto di legittimazione le gare poste in essere dalla predetta società consortile Asmel”. E così la torta di Consip, Intercent ed Estav, ovvero delle signore degli appalti pubblici, al momento è salva.

Twitter: @SSansonetti

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