Appalti truccati in Calabria, nuova grana per il Pd. Il presidente della Regione Oliverio indagato per corruzione insieme a due colleghi di partito

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Ancora non si è placata la ferita causata dallo scandalo Sanità in Umbria che il Pd deve già affrontare un nuovo problema.  Proprio ieri sera, la Procura di Catanzaro ha chiuso l’inchiesta relativa a tre appalti sospetti che ha coinvolto il Governatore dem della Calabria Mario Oliverio, la deputata del Pd Enza Bruno Bossio e il marito, l’ex consigliere regionale dei democratici Nicola Adamo. A tutti loro i magistrati contestano il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio aggravata dalla finalità di stipula di contratti e corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio.

Nello stesso procedimento sono indagati con l’accusa di corruzione anche l’imprenditore Giorgio Barbieri e il fidato direttore dei lavori Francesco Tucci. Gli appalti finiti nell’occhio del ciclone sono quelli per l’impianto di risalita di Lorica nella Sila cosentina, per la costruzione dell’aviosuperficie di Scalea a Cosenza e, nella stessa città, quello per la realizzazione di piazza Bilotti. Proprio quest’ultimo caso è però quello che ha causato i maggiori grattacapi agli indagati.

Secondo la Procura, infatti, l’impresa che si occupava dei lavori avrebbe dovuto bloccare le proprie attività in modo da penalizzare il sindaco Mario Occhiuto, in quota centrodestra. Un boicottaggio, secondo la tesi della Procura di Catanzaro, che sarebbe stato commissionato a Barbieri in cambio di un finanziamento extra, per oltre quattro milioni di euro, grazie al quale completare i lavori delle piste da sci di Lorica.

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