L’appello del 118 al premier Conte: “Le centrali operative di tutta Italia non sono ancora dotate di un sistema di localizzazione delle chiamate di emergenza”

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Appello della Società italiana sistema 118, la consulta dei dirigenti responsabili delle sale operative del soccorso sanitario, al premier Giuseppe Conte e al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, affinché il nuovo esecutivo si adoperi affinché tutte le centrali del 118 possano dotarsi di un sistema di geolocalizzazione delle chiamate. L’appello prende spunto dalla vicenda di Simon Gautier, il giovane studente francese caduto in una scarpata in Cilento e recuperato senza vita 9 giorni dopo.

“La geolocalizzazione – scrive il presidente della Sis 118 Mario Balzanelli nella lettera inviata a Conte e Patuanelli – ha valore cruciale perché consente l’immediata attivazione del soccorso per chi si trovi in pericolo di vita in scenari di difficile individuazione. Nel 2009 l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Ue perché, pur avendo recepito la normativa europea non aveva di fatto applicato la procedura per il sistema di emergenza sanitario. Con il Decreto di nove anni fa il Ministero dello Sviluppo Economico ha sancito che le Centrali Operative 118 del Paese vengano dotate del sistema di geolocalizzazione della persona che chiama”.

Il presidente del 118 sottolinea, inoltre, che a quasi tre anni dall’istituzione del numero 112, gran parte delle regioni italiane non sono ancora coperte dal numero unico per l’emergenza, e dove è attivo non è possibile effettuare la geolocalizzazione. Allo stesso tempo, a più di nove anni dall’istituzione dell’obbligo di dotazione del sistema di geolocalizzazione, nessuna delle Centrali Operative ne è dotata.

“Questa assurda, omissiva carenza – aggiunge Balzanelli – ha sortito i suoi effetti nel caso del giovane escursionista francese Simon Gautier, che il 9 agosto dopo essere caduto in un dirupo ha chiesto aiuto con una telefonata al 118. Simon non è stato in grado di fornire indicazioni sulla sua posizione e l’operatore del 118 ha risposto che non era in grado di effettuare la geolocalizzazione per attivare i soccorsi. Indipendentemente dalla gravità obiettiva del trauma e delle lesioni, è indubbio che Simon avesse tutto il diritto di essere localizzato e soccorso con immediatezza e non ritrovato dopo 9 giorni”.

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