Arata si prodigò affinché il leghista Siri ottenesse un incarico di governo. L’ex parlamentare azzurro in un’intercettazione tira in ballo anche Letta e Berlusconi

dalla Redazione
Cronaca

L’imprenditore dell’eolico ed ex deputato di Forza Italia, Paolo Arata, indagato dalla Procura di Roma con l’accusa di corruzione, si “prodigò”, nel maggio del 2018, su richiesta dell’ex sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Armando Siri, affinché quest’ultimo ottenesse un incarico di Governo. La circostanza emerge dall’informativa che la Dia di Trapani ha consegnato ai magistrati romani, Paolo Ielo e Mario Palazzi, ora al vaglio del gip di Roma, Emanuela Attura, in vista dell’incidente probatorio in programma giovedì nell’ambito dell’inchiesta che vede indagato anche lo stesso senatore della Lega.

“Dopo che Arata aveva ottenuto l’opposizione pubblica (tramite Siri) della Lega, rispetto all’emanando decreto sulle Rinnovabili (il cosiddetto decreto Calenda) – si legge nell’informativa -, e proprio mentre stava tentando di fare inserire un testo di apertura verso gli impianti di biometano, nel Contratto di Governo, contestualmente si prodigava, su richiesta di Siri, affinché quest’ultimo ottenesse un incarico di Governo”.

La Dia scrive, inoltre, che “una prima acquisizione in tal senso si otteneva il 17 maggio del 2018 grazie ad una conversazione tra Paolo Arata e il figlio Francesco, intercettata a bordo dell’auto”. “Nello specifico – si legge ancora nell’informativa della Direzione investigativa antimafia – Arata dice al figlio di avere ‘sponsorizzato’, tramite Gianni Letta, Siri a Silvio Berlusconi che lo aveva addirittura chiamato”.

Nell’intercettazione l’imprenditore afferma: “Pensa un po’ che Armando – dice al figlio – l’ho fatto chiamare io da Berlusconi… cazzo non c’era riuscito… devo dire che Letta è sempre un amico… sono andato lì… gliel’ho detto… dico chiama… chiama Armando… perché Armando… dice… sai se non mi sostiene Berlusconi”. L’informativa prosegue affermando che “a dire dell’Arata, Gianni Letta si sarebbe anche adoperato per ‘intervenire’ (non si sa in che termini) su Giancarlo Giorgetti in favore del figlio Federico Arata”.

Nel settembre 2018, in un’altra intercettazione ambientale, Arata, parlando con suo figlio Francesco e con Manlio Nicastri, figlio dell’imprenditore Vito, suo socio in affari, tirò ancora in ballo Siri affermando: “Gli do 30mila euro perché sia chiaro tra di noi, io ad Armando Siri, ve lo dico…”.