ArcelorMittal dopo la chiusura dell’Altoforno 2 avvia la procedura di cassa integrazione straordinaria per 3.500 operai pugliesi

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ArcelorMittal ha aperto la procedura di richiesta della cassa integrazione straordinaria per 3.500 lavoratori dopo il rigetto dell’istanza del Giudice sulla continuità produttiva dell’altoforno 2. La decisione è stata comunicata alle organizzazioni sindacali nazionali e alle Rsu del sito di Taranto. “La decisione di ArcelorMittal – commenta il segretario generale della Uilm Rocco Palombella – è di una gravità inaudita poiché, anziché verificare tutte le alternative possibili per non ricorrere ad uno strumento cosi invasivo, utilizza il provvedimento del Giudice per ottenere i risultati che si era prefissata: utilizzare i lavoratori come scudi umani”.

“La multinazionale – aggiunge Palombella – non aspettava altro che lo stop all’altoforno 2 per accelerare il suo progetto di morte per lo stabilimento di Taranto e degli altri siti italiani del Gruppo. Un atteggiamento da sciacalli sulla pelle di migliaia di lavoratori e di famiglie. Gli impianti coinvolti sarebbero l’altoforno 2, l’intera l’acciaieria 1, metà acciaieria 2 e altri impianti a monte e a valle del processo produttivo. Il buon senso vorrebbe – continua leader della Uilm – la messa a punto di una valutazione approfondita dei tempi e delle modalità di spegnimento dell’afo 2, con una programmazione basata su dati di fatto. Invece da parte dell’azienda assistiamo all’ennesimo atto offensivo, vergognoso e intollerabile contro i lavoratori”.

“Chiediamo urgentemente l’intervento del governo – aggiunge Palombella – contro questa multinazionale. Ci rivolgiamo anche alle autorità giudiziarie affinché verifichino che non ci siano violazioni che pregiudicherebbero l’integrità degli impianti e avrebbero effetti devastanti sui livelli occupazionali. Diciamo ai lavoratori di vigilare sulle azioni che i responsabili aziendali porranno in essere sugli impianti, in attesa di ulteriori comunicazioni dagli organismi nazionali contro questo progetto criminale che sta portando avanti ArcelorMittal. Domani sera chiederemo conto al ministro Patuanelli su come vuole risolvere questo disastro che si sta consumando in queste ore”.

Il Tribunale di Taranto, ieri, aveva rigettato la richiesta di proroga presentata dai Commissari dell’Ilva sull’uso dell’Altoforno 2, sequestrato e dissequestrato più volte nell’inchiesta sulla morte dell’operaio Alessandro Morricella. I commissari chiedevano un anno di tempo per ottemperare alle prescrizioni di automazione del campo di colata. Le operazioni di fermata dell’impianto doverebbe essere avviate venerdì 13 dicembre, giorno in cui scadranno i tre mesi concessi dal Tribunale del Riesame per ottemperare alle prescrizioni. La Procura, lunedì scorso, aveva dato parere favorevole alla richiesta di proroga avanzata dai Commissari dopo aver letto la relazione depositata dal custode giudiziario del polo siderurgico.

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