Arriva una nuova mazzata europea

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Dalla Redazione

Nuova stangata da Bruxelles per l’Italia, La Commissione europea ha deferito il nostro Paese alla Corte di giustizia per non essersi conformata a una sua decisione del 2012, che imponeva il recupero di un aiuto di Stato. La Commissione aveva infatti stabilito che i circa 360 milioni di euro erogati tra il 2002 e il 2010 da Sea, gestore pubblico degli aeroporti di Milano, alla sua controllata Sea Handling, erano incompatibili con le regole comunitarie riguardanti gli aiuti di Stato e andavano recuperati. Ma, nonostante sia passato più di un anno e mezzo dalla decisione di Bruxelles, ciò non è ancora avvenuto.

Nel giugno 2010, a seguito di una denuncia, la Commissione aveva fatto partire un’indagine riguardante una serie di apporti di capitale effettuati da Sea, senza preventiva notifica alla Commissione, tra il 2002 e il 2010 a favore di Sea Handling. Dall’indagine, spiega la Commissione europea, è emerso che “i ripetuti apporti di capitale non sono stati effettuati a condizioni di mercato: nessun investitore privato, operante alle condizioni di mercato, avrebbe accettato di concedere questo capitale all’impresa”. Gli apporti di capitale, secondo Bruxellese, avrebbero fornito a Sea Handling un vantaggio indebito rispetto alla concorrenza. Lo stato aveva quattro mesi a disposizione per conformarsi alla decisione dell’organo comunitarrio e non ha proceduto al recupero. L’Italia, Sea Handling e il Comune di Milano, azionista principale di Sea, avevano impugnato la decisione del 2012 chiedendone la sospensione nel marzo 2013.

La domanda è stata, però, respinta. Due settimane fa la Commissione ha avviato un’indagine approfondita per valutare se un apporto di capitale pari a 25 milioni di euro effettuato da Sea a favore della sua nuova controllata incaricata della gestione dei servizi a terra, Airport Handling, fosse compatibile con le norme europee in materia di aiuti di Stato. Secondo la Commissione, «la finalita’ e il risultato della costituzione della nuova societa’ sono in realta’ quelli di evitare la restituzione dell’aiuto di Stato incompatibile concesso a Sea Handling, di cui Airport Handling puo’ essere considerata il successore economico».