Arrivederci e grazie a Torino. Più vicina l’autorizzazione alla fusione tra Fiat e Peugeot. Il nuovo colosso avrà sede a Parigi e si chiamerà Stellantis

di Carola Olmi
Economia

Quelle che una volta erano Fiat e Peugeot, poi diventate Fca e Psa, accelerano la marcia verso il loro futuro e la fusione che darà vita a uno dei primissimi gruppi automobilistici al mondo, che si chiamerà Stellantis. La decisione delle autorità antitrust europee sulla fusione potrebbe infatti arrivare prima del previsto (l’Unione europea aveva inizialmente ipotizzato di dare il via libera entro fine anno, indicando successivamente come nuova scadenza il 2 febbraio). Secondo quanto riferito ieri dall’agenzia Reuters sulla base di fonti finanziarie vicine al dossier, la Ue andrebbe celermente verso una decisione positiva, dopo avere esaminato le proposte di Fca e Psa.

La formalizzazione del necessario via libera da parte di Bruxelles dovrebbe arrivare dunque entro la fine dell’anno. Un passaggio fondamentale per i due gruppi che, secondo la tabella di marcia attuale, prevedono di completare l’operazione entro il primo trimestre del 2021. Nessun commento è arrivato ufficialmente dalla Commissione Ue né da Fca, ma in una giornata decisamente negativa per Piazza Affari e le altre maggiori Borse europee, Fiat Chrysler in controtendenza ha guadagnato lo 0,72%, mentre Peugeot il 2,53% proprio per queste indiscrezioni evidentemente piaciute al mercato.

Per superare le possibili osservazioni dell’Antitrust europeo sulle eccessiva quota di mercato del nascente colosso Stellantis sul segmento dei soli veicoli commerciali, il costruttore aveva presentato un pacchetto di proposte che ruotava attorno alla possibilità di dare più spazio alla giapponese Toyota, che con Psa ha una joint venture per produrre insieme van di piccole dimensioni nello stabilimento di Vigo, in Spagna. Secondo questo schema, Stellantis dovrebbe aumentare la produzione destinata a essere commercializzata con marchio Toyota, riducendo quella di Peugeot-Citroën. Il gruppo garantirebbe poi l’accesso delle officine del gruppo per la manutenzione dei veicoli di altri produttori, in modo da superare le osservazioni della Ue sulla concentrazione dei servizi post-vendita. Concessioni che sembrano aver accontentato Bruxelles e aperto la strada alla fusione.