Artigiani Cna, più contratti a tempo indeterminato. A febbraio scorso le assunzioni non a termine sono aumentate del 5% rispetto allo stesso mese 2014

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Un po’ la ripresa e un po’ la riforma del Lavoro. C’è qualcosa di entrambi nel dato sulle assunzioni nelle micro e piccole imprese della Cna, la maggiore confederazione nazionale di artigiano e pmi. A febbraio scorso Nel mese di febbraio scorso le aziende associate hanno infatti aumentato fortemente il ricorso ai contratti a tempo indeterminato. A rilevarlo è l’Osservatorio sul Mercato del Lavoro dell’organizzazione, che mensilmente monitora le assunzioni effettuate su un campione di circa 20mila imprese associate.

SEGNALE POSITIVO
In particolare a febbraio le assunzioni effettuate con contratti a tempo indeterminato sono state il 37,5% del totale con un ampliamento di quasi cinque punti rispetto al febbraio del 2014 quando, infatti, le assunzioni a tempo indeterminato erano state pari al 33,0% del totale. È importante rilevare che, all’interno del tempo indeterminato, crescono soprattutto le assunzioni a tempo pieno la cui quota sul totale è passata dal 21,3% al 31,2% del totale delle assunzioni in un anno.

IL TREND CONTINUA
La crescita del lavoro dipendente a tempo indeterminato è un primo effetto delle norme contenute nella Legge di Stabilità, che rendono più convenienti questo tipo di contratti in virtù della decontribuzione per i primi tre anni. E in effetti il ricorso ai contratti a tempo indeterminato aveva cominciato ad aumentare dallo scorso gennaio. La Cna prevede che con l’entrata in vigore del decreto sul contratto di lavoro a tutele crescenti, in attuazione del Jobs Act, a marzo l’occupazione crescerà ancora.

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