Budapest, 4 feb. (askanews) – Un’attivista antifascista tedesca, Maja T., 25 anni, persona non binaria, compare in tribunale in Ungheria in catene, accusata di aver preso parte alle violenze avvenute in vista di una commemorazione di estrema destra in onore dei soldati nazisti a Budapest nel 2023. I pubblici ministeri sostengono che l’attivista tedesca fosse uno dei 19 membri di un gruppo multinazionale di estrema sinistra che si è recato in Ungheria e ha aggredito nove persone identificate come estremisti di estrema destra. Maja T. rischia fino a 20 anni di carcere, la sentenza è attesa oggi.Fuori dal tribunale mercoledì, la polizia ha fatto da cordone tra i sostenitori che parlavano con i giornalisti e un gruppo di manifestanti di estrema destra. Il padre di Maja T, originaria di Jena, Wolfram Jarosch, ha detto che sua figlia non ha aggredito nessuno, ha chiesto giustizia e ha parlato di un processo farsa. Maya T. è accusata di avere partecipato alle violenze in vista della commemorazione annuale del “Giorno dell’Onore” a Budapest nel 2023, quando gruppi di estrema destra commemorano il fallito tentativo di evasione delle Waffen-SS e delle truppe ungheresi alleate nel 1945, dopo che la città era stata circondata dalle truppe sovietiche. L’europarlamentare italiana Ilaria Salis è stata arrestata con accuse simili. La Corte Costituzionale tedesca ha stabilito che Maja T. correva il rischio di subire un trattamento discriminatorio in quanto persona non binaria in Ungheria e non doveva essere estradata. Ma la sentenza è arrivata troppo tardi per impedire la consegna.La polizia della Sassonia aveva già consegnato Maja T. alle autorità ungheresi in elicottero durante un’operazione notturna, che, secondo quanto riferito ad Afp, era necessaria per prevenire “disordini” da parte di attivisti di sinistra.
04/02/2026
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